Si è chiusa un'estate che ha sollevato più di qualche preoccupazione democratica. Inoltre l'economia ristagna; l'inflazione cresce; la scuola inizia nel caos, con un taglio drastico di posti di lavoro e con la cancellazione dei diritti acquisiti da chi ha superato un non facile concorso; la sanità deve fare pareggiare il bilancio con tagli dolorosi.
Al termine di questa terribile estate "una domanda sorge spontanea": dove sta andando l'Italia? Caldo torrido ed afoso, piogge, grandinate, trombe d'aria, alluvioni, rendono evidente a tutti come la mancanza di una politica ecologica stia mutando il clima da temperato a subtropicale. Di fronte a questa situazione, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, il governo italiano tenta di introdurre condoni edilizi che renderebbero permanenti veri e propri sfregi alle coste ed alle nostre vallate più belle. Decide inoltre di non finanziare più le domeniche senza auto nelle principali città perché non risolvono il problema dello smog, rinunciando così anche a questa forma di lotta contro l'inquinamento. Il presidente del Consiglio, molto sensibile al successo personale, ha fatto dipendere da condizioni a lui favorevoli la partecipazione al summit di Johannesburg, come se l'avvenire del pianeta e le sorti dell'80% dell'umanità fossero di importanza secondaria e subalterne alla propria performance.
In materia di giustizia pare che le leggi e gli emendamenti, ad usum delphini, sorgano come funghi nel terreno di Forza Italia: legge sulle rogatorie internazionali, abolizione del reato di falso in bilancio, divisione delle carriere giudiziarie, legge sul legittimo sospetto. Fortunatamente la magistratura ha saputo difendere, finora, la sua indipendenza. Purtroppo le vicende della giustizia hanno messo in evidenza lo scarso rispetto che questo governo e questa maggioranza hanno per il Parlamento che, baluardo della libertà e della democrazia, frequentemente è considerato da questo esecutivo un perditempo di scarsa utilità mentre, in perfetta buona fede, i cittadini cadono nell'inganno, perpetrato fin dal tempo del fascismo, di rivolgere alle Camere le critiche che andrebbero indirizzate a chi, governando, detiene il potere.
È infelice quel paese in cui il presidente di un ramo del Parlamento non tutela i diritti dell'opposizione pur di anticipare l'approvazione di una legge che sembra tutelare i ricchi e i potenti che facilmente potranno utilizzare "il legittimo sospetto" per avere un tribunale più favorevole. Ed anche in materia di laicità dello Stato, sembra di riascoltare "Il brindisi di Girella" del Giusti, vedendo un filosofo, noto fino a poco fa per il suo anticlericalismo, andare a mietere applausi al meeting ciellino di Rimini, dettando le norme per un corretto uso della democrazia parlamentare di cui, come presidente del Senato, dovrebbe essere, egli stesso, uno strenuo difensore.
La Lega Nord, dimenticando le note reminiscenze di "culti celtici", si è autoproclamata tutrice della cattolicità dello Stato. Il deputato Bricolo ha presentato una proposta di legge perché il crocifisso sia obbligatorio in tutti gli enti pubblici ed i deputati della Lega, ed alcuni di An, hanno cercato di impedire l'approvazione di una legge sulla libertà religiosa, soprattutto per non concedere "privilegi all'islam". Si tratta forse del timore dei fondamentalisti islamici? Ma non si capisce che il rifiuto della concessione dei giusti diritti può rendere vano lo sforzo di molti islamici laici di emarginare i fanatici? La vicenda dei 4 marocchini e un italiano, arrestati in San Petronio a Bologna perché fotografavano e commentavano tra loro l'immagine di Maometto all'inferno, è un chiaro indice di disorientamento ed allarmismo.
In questo clima la legge Bossi-Fini impone allo straniero regolarmente residente di fornire le impronte digitali, considera l'extracomunitario solo come braccia da lavoro e tenta di rendere vana la regolarizzazione limitandola a chi ha un contratto a tempo indeterminato, peraltro molto raro anche per i lavoratori italiani.
La situazione in realtà è nebulosa: l'economia ristagna; l'inflazione cresce; la scuola inizia nel caos, con un taglio drastico di posti di lavoro e con la cancellazione dei diritti acquisiti da chi ha superato un non facile concorso; la sanità deve fare pareggiare il bilancio con tagli dolorosi. Di fronte a questo stato di marasma economico e politico, il premier agita il drappo dei suoi processi sperando che l'opposizione abbocchi e gli permetta di fare il martire incompreso, nel tentativo di velare il quadro complessivo e di presentare come inutili e velleitari gli sforzi di quella che sembra debba cominciare a chiamarsi resistenza.
La Lega cerca di impedire che l'Unione europea abbia influenza sulla vita pubblica italiana, temendo che possa diventare un "sovrastato". L'esistenza, in vari paesi europei, di un protestantesimo di maggioranza, o comunque, come in Francia, di peso notevole, mette forse a rischio la tutela della maggioranza cattolica italiana, così cara alla Lega e non solo? È per questo che l'aspirante alla presidenza della regione Friuli-Venezia Giulia, il deputato Saro, ha diffidato gli elettori dallo scegliere il suo rivale Illy perché è valdese ed il protestantesimo è religione egoistica? La Stampa di Torino, domenica 24 agosto, ricordava come da Wittemberg, nel lontano Cinquecento sia venuta una grande lezione a tutta l'Europa con la proclamazione del "libero esame" in materia religiosa. È forse questo il timore nei confronti dell'unità europea, che in questi giorni sta preparando la sua carta costituzionale?
Non posso che riproporre un'antica domanda: quo vadis Italia?
Cari lettori, l'avvenire è nelle mani di ciascuno di noi. Non possiamo permetterci di guardare sonnolenti ciò che, nell'afa estiva, ci è stato fatto passare come una serie di provvedimenti che il "buon governo" paternalista ha premurosamente ammannito per il benessere di tutti. Dobbiamo raddrizzare il timone e volgerlo, non sugli scogli di un velleitario antiberlusconismo, ma nel mare aperto della libertà e della democrazia.
Domenico Maselli