Candidata al premio Nobel per la pace, ha acquistato una grande popolarità con l'uscita del film "Dead Man Walking", interpretato da Susan Sarandon. Ma, nelle carceri americane, e soprattutto tra i detenuti nel braccio della morte, era ben nota da tempo. L'abbiamo intervistata.
Ho iniziato lavorando in un programma di costruzione di case per i poveri di New Orleans, gente di colore: e proprio dietro l'angolo c'era un gruppo di persone che lavorava nelle carceri. E così nel 1982 mi fu chiesto di corrispondere con un detenuto nel braccio della morte in Louisiana: il suo nome era Patrick Sonnier e pensavo che non sarebbe mai stato giustiziato. Eppure nel 1984 ho camminato con lui sino alla sedia elettrica dove l'hanno ucciso. E così è iniziato il mio impegno per abolire la pena di morte.
In quindici anni, parlando con tanta gente, mi sono resa conto che non è così popolare, è un dato di superficie: quando la gente sente parlare della pena di morte e viene informata in termini appropriati, cambia idea: gli americani sono brava gente, gente per bene e quando sentono che alcuni innocenti finiscono nel braccio della morte cambiano idea. Oggi quasi il 90% degli americani sa che nei bracci della morte ci sono degli innocenti. E quindi il nostro compito è svegliarli. Il consenso alla pena di morte è solo in superficie; nei cuori della gente non è così forte.
Stanno appena iniziando. Per quanto riguarda la chiesa cattolica, il papa ha visitato gli Stati Uniti quattro volte. Ma prima di venire a Saint Luis non aveva mai affrontato il tema della pena di morte; è venuto a Saint Louis e lo ha posto con forza, come una questione legata al valore della vita, al valore della dignità della persona umana, anche di coloro che si sono resi colpevoli di crimini terribili. E così abbiamo visto la Chiesa cattolica cambiare il catechismo, negare ogni giustificazione alla pena di morte. È accaduto per la chiesa cattolica, ho fiducia che possa accadere anche per altre comunità di fede. Perché in questo paese è stata abolita la schiavitù? Perché tutte le chiese ne hanno fatto una questione morale e sono scese in campo. Ed è quello che sta accadendo anche ora riguardo alla pena di morte.
L'Unione europea e l'Italia in particolare hanno svolto un ruolo molto importante. Alle Nazioni Unite, una importante iniziativa contro la pena capitale è stata promossa proprio da questo piccolo paese che è l'Italia. Ora all'attenzione delle Nazioni Unite c'è la proposta di moratoria. L'Italia, lavorando con il parlamento europeo e con l'Unione europea, può svolgere un ruolo importante anche per noi, qui negli Stati Uniti. Quello che sta facendo l'Europa è davvero molto importante. Quando fu abolita la schiavitù, i fautori dell'abolizione ebbero ascolto in Europa prima che potessero esprimersi liberamente negli Stati Uniti: Friederick Douglass, Harriett Beecher Stowe, l'autrice della capanna dello zio Tom, i loro discorsi ebbero rilievo in Europa molto tempo prima che negli Stati Uniti. E questo accadrà anche per la pena di morte.
Oh, una cifra esorbitante!! La pena di morte - la gente non lo capisce, lo capiscono gli avvocati che la chiamano la Caddillac del sistema della giustizia ! -costa un sacco a tutti i livelli: i costi delle varie giurie, i costi del processo rendono una condanna a morte 5 o 6 volte più costosa di quelle ad una pena detentiva.Il Texas spende oltre cinque miliardi per ogni singola esecuzione; la California oltre 12 miliardi per una esecuzione; lo Stato di New York, che ha istituito la pena di morte solo 6 anni fa, ha già speso oltre 140 miliardi per cinque persone nel braccio della morte.
Non sarà la morte a vincere: questa è la forte certezza della fede cristiana. Ed io ho visto Robert Williams, quest'uomo afroamericano condannato ingiustamente, andare a morire con coraggio, perdonando i suoi persecutori e mantenendo la libertà della sua anima. E accompagnare persone così mi dà forza, mi impegna. Ormai questa è la mia strada. Non posso più abbandonarla.
(Intervista a cura di Paolo Naso)