Negli ultimi mesi l'estrema destra italiana si è rimessa in movimento. L'opposizione al "gay pride" dello scorso luglio ha offerto a molti gruppi l'occasione per acquistare visibilità e tentare di entrare nei salotti buoni della politica: primo fra tutti il Meeting di Rimini. Senza troppo scandalo.
In pochi sembrano essersene accorti, ma l'estate del 2000 ha segnato una tappa importante nel processo di riorganizzazione della destra radicale italiana: incontri, convegni e manifestazioni hanno mobilitato gruppi e movimenti, dando un segnale esplicito della vitalità di questo ambiente. Le ragioni di fondo di un tale risveglio vanno ricercate però solo marginalmente all'interno dell'area neofascista, quanto, piuttosto, in uno scenario più ampio. Due fattori vi hanno contribuito in maniera particolare. Da un lato la vittoria elettorale del Fpo austriaco e la nascita della coalizione di governo con i popolari a Vienna. Una vicenda che si è conclusa con il ritiro delle sanzioni promosse in un primo tempo dall'Europa e con la piena "legittimazione" di Haider. L'altro elemento, ancor più vicino e interessante per la destra radicale italiana, riguarda la possibilità, più volte ribadita dallo stesso Silvio Berlusconi, che la Casa delle libertà più la Lega di Bossi si aggiudichino le prossime elezioni politiche nel nostro paese.
C'è un percorso comune a entrambe queste vicende. È infatti in un quadro di evoluzione simile la Vienna del 2000 dopo l'Italia del 1994 con il governo Berlusconi che comprendeva missini e leghisti che prende corpo l'idea di una sorta di "destra plurale", che possa contenere al proprio interno spinte culturali e politiche diverse. Appare come si vada definendo, soprattutto in Italia ma anche sul piano internazionale, uno "spazio di senso" comune alle destre, siano esse di origine conservatrice o "postfascista", laiche o clericali, fondato in particolare su nodi culturali e politici quali l'identità, regionale o nazionale, l'immigrazione, la famiglia, l'aborto e la cosiddetta "questione della sicurezza".
È a questo quadro in forte accelerazione che guardano con interesse pezzi del mondo neofascista italiano, ed è sempre in questo contesto più complessivo che vanno lette le loro iniziative degli ultimi mesi. Il primo segnale di questa nuova fase arriva già all'inizio di giugno. A Roma si svolge quello che i suoi organizzatori definiscono come un "forum nazionale per la costruzione del movimento unitario antagonista". I partecipanti fanno parte del Movimento sociale-Fiamma tricolore di Pino Rauti e del Fronte nazionale di Adriano Tilgher e Stefano Delle Chiaie. Il loro progetto prevede la progressiva integrazione tra i due partiti, sfiancati da forti dissidi interni, e la partecipazione comune alle scadenze elettorali, anche alleandosi con il Polo.
Il calcolo è evidente: quella percentuale di voti, compresa tra l'uno e il due per cento, raccolta da Tilgher e Rauti nel centro sud, può far gola a Berlusconi che ha più volte ribadito che rinuncerà a queste alleanze "solo se il centro sinistra rinuncia ai voti di Rifondazione comunista". Accanto a questo calcolo evidente c'è anche la volontà di dare un segnale di rilancio a tutto l'ambiente del neofascismo. Sulle pagine Web di Publicondor, l'agenzia di stampa vicina a Delle Chiaie, il forum "Unità per l'alternativa" è salutato con queste parole: "Quella che pareva, soprattutto ai soliti disfattisti, una scommessa impossibile, sta diventando realtà. Sappiamo che ci vuole tempo, volontà ed infinita pazienza per ovviare alla situazione di ristagno a cui era giunta la nostra area. Ma è il momento di credere e di costruire". C'è anche l'annuncio di una prossima "Assemblea costituente per creare un unico organismo politico che incarni le nostre idee". La fusione tra le due sigle arriverà dopo il congresso nazionale della Fiamma tricolore, in programma per la fine di ottobre a Chianciano.
Il ritorno dell'estrema destra segue intanto anche altre strade.
Dalla fine di giugno, il gruppo di Forza nuova mette in atto la sua campagna contro lo svolgimento del gay pride a Roma. Prima stampa un manifesto che contrappone esplicitamente l'immagine di un gruppo di bambini a quelle della festa dell'orgoglio omosessuale. Anche le parole che accompagnano queste foto sono dirette: "l'Italia ha bisogno di figli non di omosessuali, stop al gay pride". Quindi, il 22 giugno, presso l'Hotel Nazionale di Roma lo stesso gruppo organizza un incontro dal titolo "No al gay pride. La famiglia bastione della società sana". Intervengono Roberto Fiore e altri esponenti del movimento di estrema destra. Ma la lista dei partecipanti, secondo "il bollettino" di Forza nuova, è ben più larga. Eccone qualche esempio: "Ha poi preso la parola il Professor Possenti, dirigente responsabile per la Consulta etico-religiosa di An, che ha toccato il problema della crisi demografica e dell'attacco razzista dei poteri forti contro il popolo italiano. (
) È poi stata la volta di Pietro Giubilo, ex sindaco di Roma, che ha evidenziato il collegamento tra alta finanza e guerra alla famiglia. Giubilo ha concluso apprezzando il ruolo di Forza nuova in difesa dei diritti naturali".
A quanto riportato dal "bollettino" di Forza nuova varrà forse la pena di aggiungere che Giubilo è attualmente un esponente del Cdu alla Regione Lazio. Quanto alla posizione del partito di Fini riguardo alla demografia, basterà andare a rivedere il documento della "Conferenza programmatica di An", svoltasi a Verona nel 1998, per leggere quanto segue: bisogna "ridare valore collettivo alla procreazione e al figlio, oggi ridotti ad avere soltanto un valore per la coppia genitoriale" (pag 14).
La campagna di Forza nuova contro il gay pride si chiude il primo di luglio con un corteo di circa seicento persone che sfila per le vie del centro di Roma, tra saluti romani, croci celtiche e slogan razzisti verso gli immigrati e gli omosesuali. I manifestanti si sciolgono a piazza Venezia dopo avere, per tre volte, reso omaggio a Mussolini, rispondendo ai comandi "marziali" dei loro capi: "attenti, riposo, saluto al Duce".
Ma l'esibizione fascista che chiude la mobilitazione anti-gay di Forza nuova non sembra interessare nessuno. Al punto che il 23 agosto Roberto Fiore sarà invitato al Meeting di Comunione e liberazione a Rimini per partecipare a un dibattito dal titolo: "Aborto: il genocidio del XX secolo", accanto ad alcuni esponenti della destra cattolica. Fiore non si lascia scappare l'occasione offertagli da una simile vetrina "ufficiale" e dichiara che il suo gruppo è pronto a sostenere elettoralmente Berlusconi, ma ad alcune condizioni. "Siamo pronti a votarlo, spiega Fiore, se promuoverà un referendum contro l'aborto, se si impegnerà per una legge forte contro l'immigrazione degli extracomunitari e se proporrà una legge per favorire la natalità degli italiani".
È stata però proprio la campagna contro il gay pride ad offrire un'idea concreta di cosa si possa intendere per "destra plurale". All'inizio di luglio la Fiamma tricolore tiene una conferenza, presieduta da Isabella Rauti, responsabile femminile del partito, e annunciata con lo stesso slogan utilizzato da Forza nuova: "l'Italia ha bisogno di figli, non di omosessuali". Il gruppo di cattolici integralisti raccolti nel Centro culturale Lepanto organizza invece una "fiaccolata riparatrice", che raccoglie un migliaio di persone, per "espiare l'offesa arrecata dal gay pride alla capitale del cristianesimo".
Il portavoce dell'associazione Lepanto, Roberto de Mattei, spiega così le ragioni dell'iniziativa: "Proclamare l'esistenza di un ordine naturale e cristiano oggettivo e immutabile, come unico e necessario fondamento di ogni società bene ordinata". Ma de Mattei aggiunge anche qualcosa sulle modalità organizzative della manifestazione: "l'iniziativa è stata presentata a Roma l'8 giugno, nel corso di una conferenza stampa tenuta all'Hotel Nazionale, in piazza Monte Citorio, con la partecipazione di autorevoli parlamentari, tra i quali il vicepresidente della Camera dei deputati Carlo Giovanardi (del Ccd), il presidente dei deputati e della Consulta per i problemi etico-religiosi di Alleanza nazionale, Gustavo Selva, e Maria Burani Procaccini, segretario di presidenza della Camera e presidente della Consulta per i problemi etico-religiosi di Forza Italia". Da notare come alla fiaccolata integralista abbia preso parte anche il deputato di An Domenico Gramazio, che in precedenza aveva fatto distribuire un volantino in cui invitava "i cittadini ad aderire e partecipare alla manifestazione".
Ma nel frattempo, un altro evento stava per movimentare l'estate della destra.
Il 15 e 16 luglio a Velletri è in programma una "convenzione nazionale" promossa da alcune testate dell'area: l'Uomo Libero, Rinascita, Orientamenti, Italicum, Utopia e Avvento. I piccoli gruppi riuniti intorno a queste pubblicazioni poco più che amatoriali con l'eccezione di Rinascita e de l'Uomo Libero lanciano un progetto che si vuole ambizioso: "dopo i mille dibattiti sulla crisi e sulle prospettive delle realtà antagoniste al sistema liberaldemocratico, è necessario tornare all'attività concreta, all'azione e alla presenza sulle piazze".
Il 18 luglio Rinascita informa i suoi lettori che "la convenzione si è trasformata in Costituente" con il nome di Rinascita nazionale. Il giornale non offre la cronaca dell'avvenimento, resta piuttosto nel vago quanto ai numeri, limitandosi a parlare di "una folta presenza di delegati", per poi annunciare un "vero e proprio congresso, da tenersi nel 2001".
Il "manifesto" che Rinascita nazionale propone come base per riaggregare i militanti dell'estrema destra, è articolato in punti che comprendono, tra le altre cose, "la tutela degli interessi nazionali contro il mondialismo", la lotta alla "società multirazziale" e l'adozione della "preferenza nazionale nelle assunzioni", il rifiuto delle "leggi speciali Scelba, Mancino, Reale e della legge sui pentiti", il sostegno economico e giuridico alla famiglia, "centro della società", la lotta all'americanismo e l'"unità delle forze nazionali".
Si ribadisce che si sta ricercando una "unità alla base" tra tutte le componenti politiche interessate e che, ad esempio nelle regioni settentrionali del paese, l'interlocutore privilegiato è la Lega Nord. Così non stupisca sapere che il "coordinatore nord" di Rinascita nazionale, Piero Sella, della redazione de l'Uomo Libero, compariva nella lista degli oratori della Università d'Estate della Giovane Padania, svoltasi a Erba il 10 settembre.
Sella ha pubblicato nel 1990 un volume intitolato Prima di Israele in cui si poteva leggere: "retrocedendo nei secoli ci si imbatte in una serie di episodi che dimostrano come l'antisemitismo sia fenomeno tutt'altro che occasionale e tutt'altro che irrazionale. Ed è proprio il vedere affrontato il tema ebraico con modalità analoghe in nazioni ciascuna dotata di proprie specificità etniche e di costume che porta con pacatezza a ritenere che le leggi speciali destinate agli ebrei siano state ovunque la risposta al modo di comportarsi da essi abitualmente tenuto". A Erba ha partecipato a una "tavola rotonda sul mondialismo", insieme a Borghezio, e poco prima dell'intervento conclusivo di Bossi.
Proprio il segretario della Lega ha ribadito a metà settembre in una intervista a Repubblica la crociata padana "contro il mondialismo, le lobby e i gay". Che il partito di Bossi abbia progressivamente assimiliato l'intero vocabolario e le analisi della destra radicale europea, non è testimoniato soltanto dagli interventi del "senatur". In un documento del dicembre del 1998, ancora disponibile sul sito internet della Lega, intitolato "Padania, identità e società multirazziali" e redatto da una struttura del partito come gli Enti locali padani federali, si potevano leggere affermazioni di questo tipo: "la Lega Nord per l'Indipendenza della Padania afferma una visione differenzialista del mondo" (pag 14), "il patriottismo è l'ultimo ostacolo al progredire degli imperi planetari americani e islamici" (pag 14), "bisogna applicare concretamente il principio della preferenza nazionale e comunitaria" (pag 5) e "preparare civilmente il ritorno degli stranieri extracomunitari a casa loro" (pag 29), e, a proposito delle leggi antirazziste che sono definite una "Nuova Inquisizione", "gli orfani del marxismo e della dittatura del proletariato in salsa cattocomunista, convertitisi oggi al Mondialismo proseguono in tal modo la loro sottile opera di distruzione della civiltà europea, utilizzando l'immigrazione come grimaldello e futuro elemento di destabilizzazione e caos".
Questo quadro, necessariamente parziale, delle strade intraprese in Italia dal radicalismo di destra, deve comprendere anche un appuntamento che si svolge ogni anno, ma che nell'ultima edizione ha assunto caratteristiche di maggior rilievo. Si tratta dell'"Università d'Estate 2000", organizzata tra il 29 luglio e il 2 agosto da Sinergie europee, presso un agriturismo della provincia di Varese.
Come ha spiegato la rivista Orion, che rappresenta il terminale italiano di Sinergie, "rispetto all'impostazione originaria delle università d'estate, che avevano come caratteristica quella di un'impostazione molto elitaria, quest'anno si è affidata l'organizzazione dell'università a chi la concepiva più come happening giovanile. L'affluenza di giovani è stata nutrita. La sera durante i concerti e i tornei si sono contate anche oltre cinquecento presenze". Uno degli organizzatori, Gabriele Adinolfi, già tra i leader di Terza posizione oltre venti anni fa, aggiunge qualche elemento sui partecipanti all'iniziativa: "Una trentina di realtà provenienti da oltre quaranta città italiane; realtà autonome, realtà metapolitiche e realtà militanti tra le quali spiccavano quadri nazionali di Forza nuova, quadri della Fiamma, assessori di An; il tutto condito dalla presenza leghista". Quanto ai temi trattati, alcuni interventi sono stati già raccolti in un volume intitolato Il pensiero armato. Idee-shock per una cultura dell'azione. Eccone qualche esempio, con i relativi oratori: Mario Consoli "Il denaro, grimaldello del potere mondialista", Jurgen Graf "Il revisionismo storico", Piero Puschiavo "Un senso di appartenenza. I valori della comunità skinhead".
Anche considerando la giovane età di molti dei partecipanti, "si sono gettate le basi per un'opportunità, scrive Maurizio Murelli su Orion , quella di creare una rete antagonista oltre i normali schemi organizzativi; sarà il futuro a dirci se sarà messa a frutto".
Dopo aver raccontato dei vari tentativi di riaggregazione e di costruzione di una rete tra i diversi settori dell'ultradestra italiana, non si può concludere questa sorta di "diario di viaggio" senza una breve cronaca delle altre vicende che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di questo ambiente. La prospettiva della costruzione di una "destra plurale", che combini elementi "moderati" e formazioni estremiste, alimenta anche un nuovo clima di collegialità tra i gruppi di base, come se si andasse ritrovando il senso di una "comunità" di tutto il campo politico della destra nazionale, al di là delle differenze di approccio con la realtà del paese. Tutto ciò contribuisce a moltiplicare manifestazioni e iniziative da un capo all'altro della penisola.
Il leader dell'estrema destra austriaca Jörg Haider ha approfittato dell'estate per moltiplicare le sue visite nell'Italia del nord est, per incontri pubblici e privati, prima con esponenti e amministratori del Polo e della Lega e, negli ultimi tempi soprattutto, di Alleanza nazionale, in attesa di scendere fino a Roma a metà di dicembre per portare un albero della sua Carinzia in dono al papa.
Nello stesso momento si parla molto, sulla stampa, del neofascismo di Trieste e dell'appello lanciato da Forza nuova per una manifestazione-raduno dell'estrema destra europea che sarebbe programmato per novembre nella città giuliana. Il sindaco Riccardo Illy ha fatto però sapere con largo anticipo che la città non intende sopportare nulla del genere. Intanto però una sfilata fascista Trieste l'ha già dovuta subire il 16 settembre con il corteo organizzato in città dal Movimento sociale-Fiamma tricolore "contro il bilinguismo" e i diritti della minoranza slovena.
Ma è qualche giorno prima, il 2 settembre, che i neofascisti si conquistano l'attenzione dei media. A Cernobbio trecento naziskin sfilano in opposizione al convegno degli industriali che si sta svolgendo in quel momento nella cittadina del lago di Como, sotto le bandiere del movimento Fascismo e libertà, una organizzazione a cui sono legati i giovani del Veneto Fronte skinheads. Gli stessi gruppi avevano organizzato un corteo "contro l'immigrazione clandestina e selvaggia, la mondializzazione, la criminalità d'importo" all'inizio di giugno a Treviso. A Cernobbio, invece, gli slogan sono contro le "oligarchie finanziarie e plutocratiche", ma anche più apertamente antisemiti.
Si tratta solo di un annuncio della campagna d'autunno dell'estrema destra "contro la globalizzazione e le lobby internazionali" e della manifestazione che l'undici di novembre dovrebbe riunire a Milano gruppi italiani ed europei chiamati all'appello da Forza nuova in occasione dell'incontro della Commissione trilaterale, in programma per quella data nel capoluogo lombardo. "Sarà una grande occasione per gli italiani si può leggere in un comunicato di Fn per dimostrare nelle strade di Milano che la sovranità nazionale è qualcosa che non ha prezzo e che l'Italia, come l'Austria, non accetta diktat e imposizioni da incappucciati ed internazionalisti".
Tornano i luoghi comuni di un certo anticapitalismo di destra, attraverso i quali il neofascismo ha sempre cercato di presentarsi come il paladino dei più deboli. Uno sforzo paragonabile al suo tentativo di recuperare la questione palestinese, con temi che invece che sull'antisemitismo esplicito del passato giocano sull'ambigua definizione di "antisionismo".
Così all'inizio di ottobre, ancora Forza Nuova, che si presenta quindi come il gruppo più strutturato e visibile della destra radicale italiana, ha organizzato alcune iniziative nella capitale contro la politica repressiva di Israele. Il tono delle manifestazioni era segnalato da un volantino che si apriva con questa frase: "Mentre i politicanti nostrani di governo e di opposizione perdono tempo a denunciare inesistenti pericoli di una crescente intolleranza xenofoba o violenza razzista, nessuno ha il coraggio di prendere una posizione netta davanti all'evidenza, testimoniata dalle agghiaccianti immagini mostrate quotidianamentedalla televisione, dei massacri compiuti dall'esercito dello stato ebraico ai danni dei civili palestinesi".
Guido Caldiron
Movimento sociale- Fiamma tricolore
Fondato dall'ex leader di Ordine nuovo Pino Rauti, in contemporanea con la nascita di An nel 1995, per mantenere le radici del neofascismo. Indebolito da una serie di scissioni interne, cerca di riorganizzare le proprie fila, ma rischia molto anche per il coinvolgimento di Rauti nel nuovo processo in corso per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Può contare su un quotidiano nazionale, Linea, e su alcune pubblicazioni giovanili.
Fronte nazionale
Nato da una costola della Fiamma rautiana nel 1997 per iniziativa del gruppo di ex aderenti ad Avanguardia nazionale che fa capo a Stefano Delle Chiaie e a Adriano Tilgher. Ha goduto di stretti legami con il Front national di Jean Marie Le Pen e dell'appoggio del quotidiano romano Rinascita. Oggi mantiene qualche punto di forza solo nelle regioni del centro.
Forza nuova
I fondatori di questo gruppo appartengono alla stagione estremista del neofascismo della fine degli anni Settanta: Roberto Fiore era uno dei capi di Terza posizione mentre Massimo Morsello ha fatto parte dei Nuclei armati rivoluzionari. I due godono di molti appoggi presso l'estrema destra europea, in particolare il circuito dell' "International third position" e hanno ripreso parte del modello organizzativo del Movimento politico che nei primi anni Novanta raccolse molti militanti negli ambienti naziskin.
l'Uomo Libero
Storica rivista del neofascismo italiano, attiva da oltre venti anni. Si è conquistata il ruolo di "laboratorio politico" per le diverse generazioni di militanti, sempre su posizioni estremamente radicali e spesso apertamente razziste e nagazioniste. Alcuni suoi esponenti sono stati anche coinvolti nell'inchiesta giudiziaria contro i gruppi naziskin del 1993. Oggi sembra svolgere una funzione di ponte tra i diversi gruppi attivi, da Forza nuova a Rinascita nazionale al Movimento sociale europeo.
Rinascita
Disponibile fino a questa estate solo nelle edicole di Roma e provincia, e oggi in distribuzione in molte città del paese, questo quotidiano dell'estrema destra, che porta però il nome dello storico giornale del Pci gioca volentieri la carta della confusione tra "rossi e neri". Il suo direttore Ugo Gaudenzi viene dagli ambienti del Fuan Caravella di Roma nel 1968 e dal gruppo di Lotta di popolo vicino a Delle Chiaie. Dopo aver rotto con il Fronte nazionale ha sostenuto il Movimento sociale europeo di Roberto Bigliardo.
Movimento sociale europeo
Effimera scissione dalla Fiamma di Rauti, il Mse è nato per iniziativa del parlamentare europeo di Napoli Roberto Bigliardo. Durante lo spazio di pochi mesi, nel 1999 ha raccolto un piccolo gruppo di quadri tra i dirigenti del partito di Rauti, tra cui va ricordato soprattutto il romano Nicola Cospito, prima di scomparire nel nulla. Il manifesto proposto ora da Rinascita nazionale era già stato diffuso dal Mse, e molte delle figure coinvolte avevano sostenuto Bigliardo contro Rauti; in questo senso si può considerare che quel progetto continui sotto altra forma.
Sinergie europee
Nata con l'idea di riprendere il filo dell'elaborazione teorica e culturale della prima "nouvelle droite", riportando il piano della metapolitica in rapporto con l'agire concreto, la rete di Sinergie è attiva in molti paesi europei, appoggiandosi per lo più a figure note dell'ambiente culturale dell'estrema destra come il belga Robert Steuckers. La rivista Nouvelles di Synergies Européennes raccoglie i contributi delle varie sezioni nazionali e pubblica un calendario internazionale delle iniziative.
Orion
Nata a metà degli anni Ottanta su iniziativa di Maurizio Murelli, che aveva scontato una lunga pena detentiva per la morte di un agente di polizia ucciso durante un corteo di missini a Milano nel 1973, è diventata la palestra "colta" della destra radicale italiana. Aperta sostenitrice del revisionismo storico, del negazionismo e della lotta al "mondialismo", Orion ha sviluppato anche attenzione per i temi del regionalismo e della difesa dell'ambiente o ha preso le parti degli animalisti. La Società editrice Barbarossa, a cui è legata, è una delle più importanti dell'ambiente di destra, fatto che ha consentito al gruppo della rivista di partecipare a diverse iniziative culturali della regione Lombardia, nell'ambito di quelle promosse dall'assessorato alla cultura di Marzio Tremaglia di An.