Scienza cristiana,una fede per guarire

Storia e dottrina della Christian science, fondata nel 1866 dall'americana Mary Baker Eddy. Un movimento di cui non si conoscono i numeri, presente in vari paesi del mondo nato dallo studio dei miracoli di Gesù. Nostra intervista alla rappresentante italiana.

Non sanno dire quanti sono nel mondo, e questo non ha neanche troppa importanza. Si dice addirittura che sia esplicitamente vietato mantenere statistiche relative al numero dei membri. Parliamo dei fedeli della Christian science, fondata nel 1866 da Mary Baker Eddy (1821-1910). Nata a Bow nel New Hampshire (Usa), membro della Chiesa congregazionalista, di modesta condizione sociale, Mary Baker Eddy è stata autrice, editrice e leader religiosa. Nella prima parte della sua vita sperimenta ogni genere di sofferenza fisica e morale. Cerca di curare il male fisico con la medicina omeopatica e migliora in parte, ma non del tutto. Si rende tuttavia conto, durante queste esperienze, del potere della mente sul proprio corpo.

Nel 1866 scivola sul ghiaccio, riporta lesioni tanto gravi da richiamare al suo capezzale parenti e amici, ma aprendo la Bibbia si ritrova davanti al capitolo 9 del Vangelo di Matteo, in cui si parla della guarigione del paralitico. Mary Baker sperimenta così la guarigione istantanea e completa; da protestante influenzata dal razionalismo fatica però ad accettare i miracoli e per capire davvero cosa è successo e per offrire questo dono agli altri, si ritira per tre anni a studiare il Vecchio ed il Nuovo Testamento. Scopre il dono della guarigione spirituale attraverso la preghiera, dimostrato e tramandato da Gesù Cristo per mezzo dei suoi discepoli e poi non più sperimentato nel corso dei secoli. Nel 1875 pubblica la sua opera fondamentale: Scienza e salute con chiave delle Scritture (lei stessa ha definito questo libro e la Bibbia dei "pastori portatili"). Nella sua opera mette in discussione vasti campi in ambito teologico, nell'ambito delle scienze naturali e della medicina. Prendendo spunto, ad esempio, da Isaia 66,13, pubblica per la prima volta nella storia del Cristianesimo il nome completo del Dio creatore: "Nostro Padre-Madre Dio".

Nel 1879 viene ordinata pastora e fonda la "Chiesa di Cristo - scientista" a Boston, nel Massachusetts. Nel mondo esistono diverse migliaia di Chiese di Cristo - scientista che sono autonome ma riconoscono compiti di indirizzo generale alla chiesa madre di Boston, al cui capo c'è una organizzazione sinodale costituita dal Consiglio dei direttori (composto di cinque persone) che gestisce, inoltre, le diverse pubblicazioni e le reti radiofoniche. A livello locale ogni chiesa ha un proprio consiglio che viene eletto a rotazione. Il culto della domenica viene guidato da due lettori, nominati ogni tre anni dall'Assemblea con voto segreto; i lettori possono essere uomini, donne, bambini, anziani, purché siano preparati spiritualmente. I lettori nei culti domenicali presentano letture tratte dalla Bibbia o da Scienza e salute con chiave delle Scritture. Oltre al culto domenicale, ogni chiesa organizza una riunione settimanale dedicata principalmente ad ascoltare testimonianze di guarigione e a ringraziare per questo il Signore.

Il congresso degli Stati Uniti il 25 settembre scorso ha approvato all'unanimità la risoluzione, patrocinata dal cattolico senatore del Massachusetts Edward M. Kennedy, con la quale si riconosce la nuova biblioteca "Mary Baker Eddy per il miglioramento dell'umanità" che è stata inaugurata tre giorni dopo a Boston.

La Chiesa di Cristo - scientista è presente anche in Italia. Abbiamo intervistato la responsabile per l'Italia del comitato di pubblicazione della Christian science, Christina Sloan, americana.

Che cosa intendeva Mary Baker Eddy per miglioramento dell'umanità?

Lo ha inteso in tutti i sensi: nella sua opera maggiore Scienza e salute con chiave delle Scritture ha scritto che la preghiera può migliorare tutti i settori della vita. C'è cioè il senso di un Dio in cui è insito il bene universale, non un Dio limitato che dà il bene solo a qualcuno. Lei ha anche indicato l'uguaglianza dei sessi come un miglioramento dell'umanità, e questo nell'Ottocento. Dio è un Dio di bene per tutti e i credenti devono avere una visione più larga di Dio.


La guarigione che voi sperimentate non ha nulla di miracoloso?

Non bisogna essere superficiali e dobbiamo guardare dentro il cuore e dentro i pensieri. La guarigione fa parte del discepolato, ne fa parte in maniera naturale e non è un miracolo. Una volta mi trovavo su una nave, ero con un amico e ad un certo punto ho visto una ragazza che stava male, stava per vomitare, aveva un colorito verdastro. Allora io ho chiuso gli occhi, ho iniziato a pregare e pregavo con tutto il cuore e con il desiderio che questa ragazza guarisse davvero. Un minuto dopo, ho aperto gli occhi e ho visto che questa ragazza stava meglio, mi guardava e aveva capito che l'avevo guarita, mi ha detto solo "thank you". La guarigione è una possibilità naturale di ogni cristiano, fa parte della fede perché fa parte della salvezza.


C'è il rischio che le persone che si avvicinano alla vostra chiesa lo facciano solo per queste guarigioni o per essere liberati da mali psichici. È un buon modo di avere fede?

C'è chi ha bisogno di vedere e di ottenere qualcosa, ma questo è uno scopo egoistico che alla lunga non reggerà. Mary Baker Eddy, nella sua opera principale, dice che lei dedica queste pagine a tutti i sinceri ricercatori della verità perché abbiano la verità senza distinzione di appartenenza. La Baker aveva una visione molto ampia dell'umanità, perché siamo tutti figli dello stesso padre che lei chiamava Padre-Madre Dio. L'universalità del messaggio del Cristo era il centro della sua comprensione per condividerlo con gli altri. Questo è quello che rimane dopo tanto tempo: bere a questa fonte non perché se ne siano mangiati il pane e i pesci ma perché si è assetati di verità e di quell'amore che è Dio.


Come arriva la Christian science in Italia?

Arriva circa cento anni fa, alla fine dell'Ottocento. I primi missionari inglesi arrivarono prima a Napoli, a Firenze e sul Lago di Como. Firenze è stata la sede in cui il movimento si è costituito con più forza grazie a due donne, madre e figlia, che arrivarono nel 1903. Poco tempo dopo il loro arrivo a Firenze, un centinaio di persone iniziarono a seguire i loro culti che si tenevano nell'albergo in cui alloggiavano. Il modello di chiesa che Mary Baker Eddy voleva realizzare era quello di un cristianesimo reso pratica nella vita quotidiana e non un modello ecclesiale o sacramentale.


Come mai non sapete quanti sono i membri della Christian science?

Per noi non è importante. Quando Mary Baker Eddy scrisse la sua opera più importante, non aveva la minima idea di potere o di volere una chiesa. Lei lo scrisse per tutta l'umanità, induista, buddhista, atea... il suo libro viaggia tuttora con lo scopo di essere separato dalla chiesa e quindi è un mezzo di studio e approfondimento della Bibbia. Il suo scopo era quello di rileggere la Bibbia, con occhi nuovi, innocenti. Questo libro ha venduto oltre 10 milioni di copie, è stato tradotto in 17 lingue ed è stato anche comprato da chi non è mai entrato nella nostra chiesa. La Baker sperava che il suo libro raggiungesse tutti, ebrei, ortodossi, buddhisti e così via, affinché diventassero ebrei migliori, ortodossi migliori, buddhisti migliori.


Come fate a far conoscere il vostro messaggio?

La cosa che non facciamo e non faremo mai è quella di andare porta a porta perché la scelta della fede è la cosa più intima. Nessuno può costringere un altro a credere ciò che non vuole, ecco perché la Christian science è sempre stata sconosciutissima in Italia. Un modo per rendere disponibile a tutti il nostro messaggio è vendere l'opera principale della Baker in tutte le librerie possibili.


Siete a vostro agio nel panorama religioso italiano?

Io sono responsabile per l'Italia da sette anni, il mio predecessore era italiano, aveva un'altra esperienza e non faceva molti passi verso l'esterno. La mia mentalità americana, secondo cui tutti hanno un ruolo e tutti sono rispettati dalla legge, mi porta a far sì che la nostra chiesa si apra agli altri e sia riconosciuta dagli altri. Apparteniamo a vari gruppi di dialogo interreligioso, come alla Consulta delle religioni di Roma: un'opportunità per conoscersi. Un mazzo di fiori di un solo colore è bello ma un po' noioso, invece fiori di tanti colori danno un senso di allegria, gioia, vivacità, ricchezza, questo è fondamentale.


(intervista a cura di Lucia Cuocci)