Per dare una dimensione europea ai movimenti
Come spiega a Confronti la dirigente scolastica della scuola «Iqbal Masih» di Roma, «percorsi di istruzione per tutto l’arco della vita sono presidi essenziali contro la precarietà, l’esclusione, la selezione di classe, l’emarginazione dei soggetti più fragili; tagliare su scuola e ricerca significa tagliare sul futuro dei nostri giovani e dell’Europa». Salacone è candidata nella circoscrizione Centro per la lista «Sinistra e libertà».
I coordinamenti «Non rubateci il futuro», «Rete scuole», l’«Onda» studentesca sono stati il più grande movimento in difesa della scuola pubblica italiana degli ultimi trenta anni. Non si è trattato di rivendicazioni corporative, né di difesa dell’esistente.
Progressivamente i movimenti hanno ampliato le riflessioni, collegando il diritto ad un’istruzione e ad una ricerca di qualità alle prospettive di uno sviluppo economico più equo a livello nazionale e mondiale, rispettoso dell’ambiente e dei bisogni delle persone, solidale, adeguato ai contesti di vita sempre più complessi che il futuro ci presenterà.
Una buona scuola, una buona università, percorsi di istruzione per tutto l’arco della vita sono presidi essenziali contro la precarietà, l’esclusione, la selezione di classe, l’emarginazione dei soggetti più fragili. Una buona scuola educa al pluralismo delle idee e alla laicità e questo è particolarmente importante nel mondo divenuto ormai globale.
Come dirigente scolastica della scuola primaria «Iqbal Masih», sita nella periferia romana, ho condiviso e sostenuto i motivi della mobilitazione di docenti e genitori. Questi i motivi per i quali ho accettato la candidatura offertami dalla lista «Sinistra e libertà» per le elezioni europee:
perché il programma di Sinistra e libertà mette la scuola fra le priorità di un cammino che forze diverse intendono comunque avviare per costruire una sinistra rinnovata e plurale;
perché anche in Europa si rinforzi un fronte comune delle sinistre contro le politiche dei tagli e della riduzione del welfare che si sta cercando di attuare da parte di alcuni governi di destra (vedi la Francia, la Grecia);
perché la scuola e la cultura sono gli strumenti essenziali per affrontare la complessità dei problemi e per non soccombere di fronte alle risposte semplificatrici del potere mediatico;
perché, attraverso l’impegno del Parlamento europeo, si possano sostenere in Italia più efficaci politiche per gli 0-6 anni, per l’innalzamento dell’obbligo scolastico, per l’integrazione degli alunni migranti, per il diritto all’istruzione dei migranti fino ai 18 anni, senza rischi di denunce per clandestinità delle famiglie, per l’incremento dei percorsi di istruzione lungo tutto l’arco della vita;
per arricchire gli investimenti dell’Europa sui progetti di scambi e sulla mobilità di studenti e docenti;
per incrementare gli investimenti per Progetti nelle aree più depresse (compreso il nostro Sud) e verificarne l’efficace utilizzo;
per arricchire la diffusione delle lingue europee, contro il miope progetto del governo italiano di incrementare solo la diffusione della lingua inglese;
perché tagliare su scuola e ricerca significa tagliare sul futuro dei nostri giovani e dell’Europa.
D’altra parte in Europa vorrei portare, perché siano apprezzate e sostenute, alcune delle situazioni di qualità che il sistema dell’istruzione e della ricerca italiane devono saper rivendicare e salvaguardare, quali:
l’ottimo livello della scuola dell’infanzia e della primaria;
la pedagogia dell’inclusione e dell’integrazione dei disabili nella scuola di tutti;
le eccellenze di alcune scuole di alta formazione e di molte università, in cui vengono formati giovani le cui competenze e capacità vengono riconosciute e utilizzate nella ricerca a livello internazionale.
In Europa, insieme alle altre forze democratiche, vorrei contrastate le visioni che connettono l’istruzione, l’educazione e la ricerca prioritariamente alla produzione e al mercato.
Lo sviluppo della cultura e l’istruzione devono, invece, guardare più avanti, verso un futuro da immaginare e prefigurare, senza timori e senza soggezioni, con creatività e mettendo a disposizione il potenziale dell’intelligenza collettiva, della ricerca e del sapere condiviso.
Simonetta Salacone
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