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«Non faremo sconti a nessuno»

Giulietto Chiesa

«Nella nostra trasmissione le domande imbarazzanti o spiacevoli saranno le stesse per tutti: destra, sinistra e centro. Insomma, proprio come dovrebbero fare i giornalisti normali. Noi non siamo qui per farci giudicare dai politici, il nostro compito è quello di raccontare tutto ciò che avviene in Italia e nel mondo».
Chiesa è presidente di Megachip – Democrazia nella comunicazione.

Le faccio subito una domanda provocatoria: nella vostra nuova televisione, farete come la Rai? Aprirete ogni notiziario con le dichiarazioni del papa?

Non è una domanda provocatoria, è una domanda simpatica. Il papa e la religione cattolica sono una cosa seria che spesso la sinistra ha sottovalutato, noi invece ne parleremo molto, ma ne parleremo liberi; non solo, li faremo anche parlare e intervenire, la nostra televisione non sarà né di parte né di sinistra e, per farvi capire meglio ciò che intendo dire, annuncio solennemente che non appena partiranno le trasmissioni ufficiali chiamerò personalmente Silvio Berlusconi per invitarlo ad aprire la prima trasmissione. Una televisione che nasce in Italia non può esimersi di aprire col capo del governo, altrimenti che televisione sarebbe? La nostra trasmissione non farà sconti a nessuno e le domande imbarazzanti o spiacevoli saranno le stesse per tutti, sia per la destra che per la sinistra; dimenticavo: anche per il centro. Insomma, proprio come dovrebbero fare i giornalisti normali. Noi non siamo qui per farci giudicare dai politici, il nostro compito è quello di raccontare tutto ciò che avviene in Italia e nel mondo, di informare i cittadini. Insomma, il normale lavoro giornalistico. Quello che posso dire è che ci divertiremo.

Dalla sua risposta posso dedurre che aprirete le porte anche alle altre confessioni religiose.

Certamente, questa cosa la riteniamo molto importante, i cattolici sono la maggioranza nel nostro paese, sono molto potenti, sono sempre stati molto favoriti ed è giusto che per la loro forte presenza abbiano anche il loro giusto peso nella nostra informazione, ma è anche giusto che tutti coloro che non sono così potenti e forti siano ugualmente ascoltati e la loro presenza sia garantita. Una delle cose che noi intendiamo fare e alla quale io tengo molto – tutti noi di Pandora Tv teniamo molto – sarà quella di fare un po’ di scuola di lettura dell’informazione, per una corretta informazione.

Cosa intende per lettura dell’informazione?

Ad esempio cureremo le immagini, non utilizzeremo la classica formula del conduttore «ex cathedra», dietro la scrivania. Le notizie hanno una loro vita, hanno un loro autore: chiunque racconti un fatto spesso propone una personale interpretazione, ne filtra i contenuti; questo non vuol dire che le notizie perdono di verità, semplicemente acquisiscono una connotazione diversa. Questa obiettività relativa la si può definire con questa frase: la faziosità finisce nel momento in cui colui che interpreta un fatto rivela di averlo interpretato a chi lo guarda e a chi lo ascolta, rivela il proprio intervento; solo a questo punto si può parlare di informazione e non di manipolazione. In questo modo si chiede al fruitore della notizia di non dimenticare che ogni fatto proposto dev’essere guardato con occhi critici e con la capacità intellettuale di riflettere su ciò che si è appena visto e sentito. Apportare il proprio punto di vista nella costruzione di una notizia non vuol dire modificare la realtà dei fatti, ma evidenziarne profili diversi o darne eventuali interpretazioni. Se tutto ciò avviene limpidamente e con onestà intellettuale verso colui al quale ci si rivolge, si può affermare di essere vicini ad una vera scuola di democrazia.

Le considerazioni che lei ha appena fatto lasciano intendere quanto possa essere facile manipolare le informazioni. Come possiamo allora fidarci di ciò che viene detto e scritto su giornali e televisioni?

Ci si dovrebbe fidare della deontologia professionale dei giornalisti, ma se questo non dovesse bastare, e a volte non basta, siamo obbligati ad affidarci a chi riteniamo attendibile. Nei nostri programmi parleremo proprio di questo: prenderemo le notizie date da altri, le destruttureremo, ossia cercheremo di far vedere come e dove spesso si inganna nel mondo dell’informazione, dove e come si può tacere, e lo spiegheremo al pubblico. Questa certamente sarà una costante del nostro lavoro: la destrutturazione della bugia, ma anche l’esplicitazione del silenzio. Faremo capire come all’interno di un telegiornale una notizia non data è importante quanto quella data, se un fatto, magari grave, non viene menzionato, si può parlare esplicitamente di inganno e di bugia. Potremo dire che i nostri telegiornali di Stato non hanno dato una notizia che invece in tutto il mondo ha avuto particolare rilevanza.

Si è tanto parlato di politica e di anti-politica: a quanto pare nessuna delle due tendenze sembra funzionare, anche l’informazione non funziona. Scusi la domanda, che cosa funziona in Italia?

Funziona – purtroppo per noi – la legge della giungla, ossia la legge dell’assenza di regole, viviamo un veleno sociale e culturale che scende dall’alto verso il basso. Non è vero che gli uomini e le donne italiane sono più cattivi del resto del mondo, sono solamente stati educati male, sono stati sottoposti a cattivi esempi. Non tutti abbiamo lo stesso livello culturale, le stesse motivazioni morali, ma tutti possiamo vedere la forza, la brutalità e l’impunità e da queste abitudini impariamo a credere che chi è forte, brutto, cattivo e rimane impunito ha avuto ragione, proprio perché ogni giorno i fatti gli danno ragione. Questo è dunque il veleno morale che dicevo e che è penetrato profondamente nel nostro paese. Guardiamo ad esempio alla vicenda dell’Alitalia, che potremmo vedere sotto molti profili. Non vorrei fare polemiche contro Berlusconi accusandolo di truffa (sostenendo che l’operazione della cordata da lui proposta era inadeguata), non è questo il punto; ritengo che se fossi stato al posto suo avrei ricordato che il pesce era già bello marcio da anni e che la crisi dell’Alitalia in tutti questi decenni vede la responsabilità di molti politici che hanno nominato imprenditori fasulli, che hanno spolpato la Compagnia come una facile preda. Oggi dobbiamo guardare alla realtà e la realtà sono le persone normali, i lavoratori con il loro incerto futuro. Le responsabilità sono state di tutti e tutti hanno approfittato. L’Alitalia è l’ultimo esempio di una degenerazione etica, politica, organizzativa e istituzionale di un paese nel quale non vige più nessuna legge, se non quella del più forte.

Cosa si potrebbe fare e chi potrebbe cambiare questa situazione endemica?

Rispondo così. Ognuno faccia la sua parte, non possiamo aspettarci in un quadro così disastroso che qualcuno possa risolvere per noi la situazione: il deus ex machina qui non c’è. Alcune soluzioni dovrebbero arrivare dai cittadini singoli, meglio se organizzati; noi ad esempio abbiamo deciso di inventare una tv dove gli spazi sembravano non esserci, da questa nostra «maniglia» dove ci si può appoggiare speriamo possano nascere altre iniziative. Altra necessità è raggiungere una vera opposizione; la casta, come spiega bene Stella, è intercambiabile.

Come ha ben scritto Gore Vidal: la politica americana è un bipartitismo perfetto che è come una grande aquila, appunto l’America, che vola con due ali entrambe destre. Non ci può essere una dialettica vera in un paese in cui le classi dominanti fanno i fatti loro e si mettono d’accordo su tutto e i cittadini vengono espropriati dell’informazione e della democrazia. La sinistra in passato ha accettato il postulato della destra di uno sviluppo senza limiti e noi invece siamo arrivati ad una vera e propria moltiplicazione di limiti allo sviluppo. Attenzione a non ripetere altri errori.

(intervista a cura di Gian Mario Gillio)

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