Italiano · English

Il pollice del panda e la destra religiosa

Ad attaccare le teorie evoluzioniste di Darwin da una posizione «meno ingenua» del puro e semplice creazionismo, si è affacciata una teoria secondo cui l’universo non sarebbe il frutto di una evoluzione e di un processo di selezione naturale, ma di un «disegno intelligente» che ha dato origine al mondo e al genere umano.

Tutto comincia da un libro del 1989 sui panda, anzi sul loro pollice. Due autori americani, Percival Davis e Dean Kenyon, pubblicarono infatti un libro indirizzato alle scuole intitolato I panda e la gente. La questione centrale delle origini biologiche. Il libro contestava fieramente le teorie evoluzioniste di Darwin e per la prima volta proponeva un’espressione destinata a un grande futuro: intelligent design, disegno intelligente. Gli autori si accreditavano come sostenitori di una teoria scientifica secondo la quale l’universo non è il frutto di una evoluzione e di un processo di selezione naturale ma il frutto di un «disegno intelligente» che ha dato origine al mondo e al genere umano. L’origine della creazione sarebbe quindi nel progetto di un «agente intelligente» che ha programmato ogni processo relativo al mondo e ai viventi che lo abitano o lo hanno abitato. Gli autori non ne dicono il nome ma è evidente che si muovono nell’orizzonte della tradizione biblica e quindi, senza nominarlo, pensano al Dio della Genesi, «padre onnipotente creatore del cielo e della terra». Insomma l'intelligent design sembra essere la versione aggiornata e politicamente corretta del più classico creazionismo.

È un dito o un osso?
E il panda che cosa c’entra? C’entra perché una consolidata tesi evoluzionistica afferma che il simpatico mammifero che ha rischiato l’estinzione sia l’evoluzione «vegetariana» dell’orso. Lo dimostrerebbe il suo pollice, sviluppatosi per afferrare le canne di bambù di cui sarebbe ghiotto. Niente affatto, dicono quelli dell’ intelligent design : il «sesto pollice» dell’animale non è un dito ma «il semplice sviluppo dell’osso radiale sesamoide».

Quest’osso è più grande e pronunciato nel panda gigante non a causa dell’evoluzione ma semplicemente perché è maggiore la sua mole. E con questo decretano il fallimento e l’inconsistenza delle teorie evoluzioniste. Se non c’è evoluzione nel panda non c’è in nessun altro vivente, tanto meno nell'homo sapiens sapiens.

Prevedibile la critica degli «evoluzionisti»: l'intelligent design non è una teoria scientifica ma un principio religioso che però pretende di accreditarsi come verità scientifica oggettiva e condivisa.

Il volume divulgativo di Davis e Kenyon era stato pubblicato da una fondazione «per il pensiero e l’etica» che aveva e ha come obiettivo principale quello di «restaurare la libertà di conoscere per i giovani, soprattutto nel campo della visione del mondo, della moralità e della coscienza». La fondazione si batte anche per la restituzione alle famiglie del «diritto al consenso informato per quel che riguarda l’educazione dei propri figli». Il linguaggio è quello tipico della destra religiosa di matrice fondamentalista, epurato dei termini più esplicitamente religiosi. Parole chiave sono «restaurare» e «restituire»: obiettivo del movimento è garantire ai singoli e alle famiglie diritti fondamentali negati dalle autorità «liberal», dalla cultura scientista ormai prevalente in una società massicciamente secolarizzata.

Quello che poteva sembrare un innocuo sussidiario di biologia, in realtà era la punta di diamante di un’operazione politica tesa a riconquistare spazi al creazionismo biblico e quindi alla visibilità dei movimenti fondamentalisti all’interno della società e delle istituzioni americane. I panda e la gente è così divenuto la piattaforma rivendicativa di associazioni e movimenti attivi nel campo scolastico.

Le sentenze
Nel 1987 la Corte suprema aveva sentenziato che il creazionismo non poteva essere oggetto di studio nel curricolo della scuola pubblica perché, implicando l’adesione a una verità di fede, avrebbe leso il principio di separazione tra lo Stato e le confessioni religiose solennemente stabilito dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti: «Il Congresso – afferma – non farà alcuna legge riguardo all’istituzione di una religione e non ne vieterà il libero esercizio». Poche parole per affermare un concetto semplice e chiaro: lo Stato e le confessioni religiose operano in un regime di separazione e di tutela della libertà e del pluralismo religioso.

A due anni da quella sentenza, che segnava una sconfitta della destra religiosa che cavalcava il tema del creazionismo, l'intelligent design voleva aprire un nuovo fronte di lotta al «secolarismo» della scuola pubblica. La battaglia è stata condotta all’interno dei «consigli» dei vari distretti scolastici. A partire dagli anni Novanta, alcuni di essi hanno approvato dei curricoli che escludevano l’insegnamento delle teorie evoluzioniste e introducevano l'intelligent design. È accaduto ad esempio in Ohio, in Arkansas, in Alabama, in South Carolina, in Florida, nello Utah, in alcune contee del Tennessee, del Wisconsin e della Pennsylvania. Evoluzionismo da una parte; intelligent design dall’altra. Uno scontro culturale e legale che ricalca gli argomenti di un famoso processo del 1925, quello contro un povero supplente del Tennessee – John Scopes – che, dopo aver spiegato le teorie darwiniane, fu licenziato in tronco e costretto alla sbarra di un tribunale che lo condannò. «Se vince Darwin, muore il cristianesimo», fu l’argomento decisivo del suo accusatore – William Jennings Bryan – un eminente esponente del partito democratico degli Usa. Come scrissero i giornali dell’epoca fu il «processo alle scimmie» ma, soprattutto, la grande occasione del movimento teologico fondamentalista che, nato e cresciuto all’interno dei circuiti ecclesiastici e teologici, da allora si trovò proiettato in un’arena assai più vasta.

Con ogni evidenza gli americani sono rimasti legati a quella polemica teologico-culturale che periodicamente si riaffaccia sulla scena pubblica. Ma questa volta con una accentuazione politica di segno conservatore che all’origine era decisamente più sfumata. Il principale «laboratorio» della strategia dell'intelligent design è oggi il Discovery Institute (www.discovery. org), quartier generale a Seattle nello Stato di Washington.

Una strategia politica
Tra i suoi più vivaci oppositori Def Con (www.defcon. america.org), un’organizzazione «ombrello» costituita per «difendere la Costituzione» dagli attacchi della destra religiosa e, in particolare, dalla sua strategia di erosione del muro di separazione tra le confessioni religiose e lo Stato. A settembre dello scorso anno Def Con ha elaborato un appello sottoscritto da decine di personalità scientifiche e religiose che denunciavano il tentativo, attraverso l'intelligent design, di confessionalizzare il sistema educativo pubblico.

Questi due schieramenti si confrontano nelle scuole, nelle chiese, nelle sedi istituzionali ed anche nei tribunali. Il caso più recente si è discusso nella contea di Dover, in Pennsylvania, dove un gruppo di genitori ha fatto ricorso al tribunale federale contro la decisione del Consiglio scolastico distrettuale di relativizzare l’insegnamento dell’evoluzionismo imponendo agli insegnanti di «rendere attenti gli studenti ai “buchi” e ai problemi connessi con questa teoria»; d’altra parte indicava l'intelligent design come una «valida alternativa scientifica». In più il Consiglio scolastico imponeva agli insegnanti di Scienze di indicare agli studenti interessati ad approfondire l’argomento il famoso sussidiario I panda e la gente. Il processo, iniziato il 26 settembre dello scorso anno, si è concluso dopo tre settimane con una sentenza «separatista» che esclude l'intelligent design dall’insegnamento delle scienze in quanto costituisce «un punto di vista religioso, una semplice rietichettatura del creazionismo e non è una teoria scientifica».

Un duro colpo per la destra religiosa che pure si sente coperta dall’Amministrazione Bush. Ad agosto il presidente si era esposto affermando, sia pure con qualche prudenza, che «l’istruzione passa attraverso l’esposizione di diverse scuole di pensiero». Insomma sì all’evoluzionismo ma bilanciandolo con l'intelligent design. Dov’è il problema? Il problema è che non si tratta di due teorie scientifiche sullo stesso piano ma di una teoria scientifica da una parte e di una visione religiosa che si vuole presentare come oggettiva dall’altra. Lo spiega bene James Forbes, pastore della Chiesa protestante di Riverside a New York, uno dei templi della teologia liberal degli Usa: «La battaglia sull'intelligent design non è tra coloro che credono in Dio e coloro che credono nella scienza. È una battaglia su che cosa sia meglio per l’istruzione dei nostri figli. Nelle ore di Scienze i nostri figli devono studiare la scienza accreditata; in altri momenti della vita scolastica devono avere l’opportunità di discutere il significato, l’origine e la meraviglia della vita».

Queste le considerazioni di un pastore e di un teologo. Poi ci sono quelle più strettamente politiche. L’Amministrazione Bush, in evidente crisi di credibilità e minata da un impressionante calo di consenso, cerca alleati e sostegni. Come già era avvenuto in occasione delle presidenziali, Bush sa che l’ampio settore del cristianesimo evangelical di matrice fondamentalista costituisce un «mercato politico» di primaria importanza. Lo sa bene, ed inoltre egli stesso si colloca in quel mondo ed in quella tradizione. Sostenere l'intelligent design significa andare incontro a milioni di cristiani teologicamente conservatori, significa curare i rapporti con un’area di elettori difficile da mobilitare su temi politici ma estremamente sensibile sulle questioni etiche, religiose e spirituali. Lo sa bene l’ampio schieramento della destra religiosa in senso proprio, quella dei telepredicatori più noti e controversi come Jerry Falwell o Pat Robertson o dei lobbysti teocon più accreditati come Gary Bauer o Phyllis Schlafly. Come ha scritto di recente Kevin Phillips, un conservatore moderato e laico, questo schieramento della destra religiosa è in grado di erodere alcuni capisaldi della democrazia americana come quello, appunto, della separazione tra lo Stato e le confessioni religiose. Con loro – ha scritto senza mezzi termini in un best seller – gli Stati Uniti rischiano di diventare la «Teocrazia americana». Magari con il pretesto dei panda.

Paolo Naso

← Quando gli antenati fanno paura | Ma quanto è «laico» questo governo? →

Website Design · HyperTextHero