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Il dialogo «da Palermo ad Aosta»

La Giornata del dialogo cristianoislamico è stata celebrata il 28 ottobre, ma anche nei giorni precedenti e successivi, con iniziative in molte città italiane. Una breve panoramica – necessariamente incompleta – di alcuni degli eventi che sono stati organizzati.

La giornata del dialogo cristianoislamico è stata ideata all’indomani dell’11 settembre, quando credenti delle diverse confessioni cristiane, insieme a responsabili di ordini missionari, intellettuali ed educatori, lanciarono un appello ecumenico affinché quanto era accaduto non mettesse in discussione le iniziative di partnership fra cristiani e musulmani in corso. Ogni anno in occasione di tale ricorrenza le maggiori città italiane propongono diverse iniziative e conferenze che sono un momento di presa di coscienza del carattere interculturale del nostro paese. Ovviamente il dialogo interculturale e, in particolar modo, l’incontro-confronto fra la comunità islamica e quella cristiana, non può essere circoscritto ad una giornata-evento, ed è per questo che in moltissimi centri le iniziative, piuttosto che esser circoscritte in una sola giornata, si sono prolungate per tutto il mese di novembre e anche oltre.

A Torino il Centro studi europeo Ibn Sina, la Confraternita sufi jerrahi-halveti, i Giovani musulmani italiani, l’Istituto islamico della pace, il Gruppo interreligioso «Insieme per la Pace», il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) e il Movimento dei focolari hanno festeggiato la rottura del digiuno nell’ultimo venerdì di Ramadan – che coincideva appunto con la giornata del dialogo del 28 ottobre – con una cena tra musulmani e cristiani. Inoltre per domenica 6 novembre è stato organizzato un incontro sul tema «Quale futuro per la nostra società?». Il contributo di cristiani e musulmani. A quest’ incontro hanno partecipato Brunetto Salvarani, teologo cristiano impegnato da anni nel dialogo interreligioso, e Abdallah Kabakebbji, ex presidente dei Giovani musulmani italiani.

La Comunitá islamica veneta ha aperto in varie province della regione le porte dei centri culturali islamici al pubblico Italiano. È stata inoltre organizzata la rottura del digiuno con una cena a base di piatti tradizionali della cultura araba. Agli ospiti sono state illustrate le finalità e le attività dei vari centri e il ruolo del Centro islamico in Italia e in Europa. Il tutto si è concluso con un’offerta della Comunità islamica in onore degli ospiti e una raccolta fondi di beneficenza per i terremotati del Pakistan e del Kashmir in collaborazione con la Croce rossa italiana.

Nella città di Bologna, oltre alla rottura del digiuno islamico vissuta insieme ai cristiani organizzata dal centro Nadir (associazione di volontariato che opera in ambito socio-sanitario), il Centro missionario diocesano e l’associazione Alfa-Omega, in collaborazione con il Sae di Bologna e Punto Pace/Pax Christi ha organizzato, l’11 novembre, un incontro per celebrare la Giornata. Altri incontri si sono tenuti a Bari, dove il Centro evangelico di cultura ha proposto una conferenza sul tema «Consonanze e dissonanze tra islam e cristianesimo». Relatori sono stati il pastore valdese Alfredo Berlendis, islamista, e il professor Leo Lenstingi, cattolico, docente all’università di Foggia. L’incontro ha avuto come moderatore Nicola Pantaleo, docente universitario e presidente del Centro evangelico di cultura.

Altre iniziative a Firenze, Bolzano, Genova, Città di Castello, Napoli, Pieve Cento (Ferrara), Verona, La Spezia. In quest’ultima l’associazione Religioni per la pace di Genova, il Segretariato attività ecumeniche, il Centro culturale islamico, il Movimento dei focolari e della Comunità di sant’Egidio, hanno proposto per la Giornata del dialogo un incontro sulla «Spiritualità dei luoghi di preghiera», incontro cui hanno partecipato Valdo Benecchi, pastore della chiesa evangelica valdese, Salah Husein, presidente del Centro culturale islamico di Genova. Un incontro particolarmente interessante è quello proposto dalla Rete nonviolenta Abruzzo insieme alla Rete Lilliput a Pescara sul tema «Voci di donne dal mondo islamico». La conferenza, coordinata da Greetje van der Veer, responsabile della chiesa metodista di Pescara, ha avuto tra gli ospiti Latina Belkacem, consigliera aggiunta del Comune di Pescara, Aida Diao, presidente dell’associazione senegalese «Mame Diarra Bousso», e S. Shahed, collaboratrice dell’associazione delle Donne democratiche iraniane in Italia.

Queste solo alcune delle numerosissime città italiane che hanno mostrato il loro interesse perché distinte comunità culturali si trasformino in un’unica comunità interculturale. È risaputo che la paura genera mostri. E anche che niente come il non conoscere infonde paura. In questa prospettiva, principale obiettivo di una giornata dedicata al confronto cristianoislamico è quello di favorire la conoscenza e l’interazione fra due «mondi» che, benché si sviluppino nello stesso paese, restano spesso senza alcun punto di contatto. Non a caso l’appello ecumenico della giornata del 2005 è stato appunto «vincere la paura per creare la pace».

Daiana Asta

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