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Gesù a Salt Lake City

Presente da quasi due secoli negli Stati Uniti, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni – i mormoni – è passata dalle poche migliaia di fedeli dei primi anni ai quasi 13 milioni dei giorni nostri. La maggior parte di essi si trova nel continente americano, ma circa mezzo milione in Europa.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni nasce ufficialmente nel 1830 a Fayette, nello stato di New York. Il quattordicenne Joseph Smith asserì che in una visione avuta nel 1820 in risposta alla sua preghiera per sapere a quale Chiesa avrebbe dovuto unirsi, Gesù risorto e Dio, suo Padre, gli avevano comunicato di non unirsi a nessuna Chiesa e che egli era lo strumento tramite il quale il Signore intendeva ristabilire la vera Chiesa. A questa apparizione seguirono altre apparizioni e rivelazioni. Nel 1823 un messaggero celeste, Moroni, gli annuncia l’esistenza sotto terra vicino alla sua casa di «tavolette d’oro» che ritrova, traduce da una lingua scomparsa e pubblica intitolandole, dal nome di un profeta menzionatovi, Libro di Mormon. Questo libro narra con uno stile biblico la storia dell’America precolombiana dal 600 circa avanti Cristo al 400 circa dopo Cristo, con riferimento a una parte dei primi abitatori del continente americano che sarebbero stati ebrei miracolosamente emigrati da Israele. Lo stesso Gesù Cristo, dopo l’Ascensione, avrebbe continuato il suo ministero in America presso alcuni discendenti di quel popolo. Sulla base del Libro di Mormon, che viene aggiunto alla Bibbia come libro ispirato da Dio, Joseph Smith fonda la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La Chiesa cresce rapidamente da qualche centinaio di fedeli a decine di migliaia, ma è costretta da opposizioni e persecuzioni a spostarsi nel 1839 nell’Illinois. Nel frattempo Joseph Smith continua ad avere altre visioni e rivelazioni. È del 1842 la più discussa delle sue rivelazioni, quella che ristabilisce la poligamia. Le persecuzioni subite dai mormoni culminano nel 1844 nell’assassinio di Joseph Smith. La maggior parte dei mormoni, sotto la guida di Brigham Young, abbandona l’Illinois e attraversando gli Stati Uniti con una epica marcia verso l’Ovest nel 1846-1847 giunge nelle terre dello Utah dove fondano Salt Lake City e danno vita ad un vero e proprio «regno teocratico» caratterizzato da un sistema cooperativistico e da una razionalizzazione dell’agricoltura. Nel 1890 la dichiarazione nota come «Manifesto» invita i fedeli ad abbandonare la poligamia. Questa decisione, insieme ad altre, favorisce l’integrazione nel 1896 dello Utah negli Stati Uniti come uno dei suoi stati. Non tutti i mormoni accettarono di abbandonare la poligamia e ancora oggi è praticata da una frangia di mormoni «fondamentalisti», stimati in circa 40-50.000, che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni considera scomunicati. Completata con successo l’integrazione nella società americana, la Chiesa ha iniziato un’espansione missionaria divenendo un movimento internazionale. Un ulteriore impulso missionario si è avuto nel 1978 con l’abolizione del divieto alle persone di colore dell’accesso al sacerdozio. Nel mondo i Santi degli Ultimi giorni sono ora circa 12.600.000 (5.500.000 negli Stati Uniti; 1.000.000 in Messico; 2.800.000 in Sud America; 850.000 in Asia, 830.000 nel Sud Pacifico; 450.000 in Europa). Sono 61.000 i missionari che operano in 160 paesi.

In Italia la prima missione arriva nel giugno 1850 e svolge la sua attività tra i valdesi della Val Pellice. In diciassette anni ottiene circa 200 convertiti dei quali circa la metà emigra negli Stati Uniti. Nel 1867 la missione italiana viene chiusa e nonostante qualche isolato tentativo viene riaperta solo nel 1966 con 66 fedeli. Nel 1990 i membri della Chiesa ammontavano a circa 14.000 e alla fine del 2006 erano 22.000 appartenenti a circa 120 congregazioni.

Ogni fedele della Chiesa deve credere nei principi (la fede in Gesù Cristo e il pentimento dei propri peccati), praticare le ordinanze (il battesimo, la Santa Cena e l’imposizione delle mani per il dono dello Spirito Santo) e seguire alcuni precetti (rinunciare agli alcolici, al tabacco, al caffè e al tè; pagare la decima alla Chiesa; condurre una vita virtuosa, onesta e caritatevole). I membri della Chiesa mantengono forti vincoli familiari e credono nella santità del matrimonio fra uomo e donna. Onorano la domenica come «giorno del Signore» e si incontrano normalmente in «Case di riunione» dove vengono svolte le riunioni domenicali, avviene uno studio commentato delle Scritture e si svolgono tutte le attività delle varie organizzazioni suddivise in ordine di età. Un ruolo diverso svolgono i circa 150 templi. Non vi si svolgono le normali attività religiose ma solo speciali cerimonie a cui possono accedere solo i membri degni della Chiesa. Tali cerimonie sono dedicate alla famiglia con lo scopo di unire tra loro i suoi componenti con un legame eterno. Mentre i matrimoni civili, riconosciuti validi, terminano con la morte e non conservano nessuna validità dopo questa vita, i matrimoni celebrati nel Tempio sono considerati eterni. Nel Tempio si svolgono anche cerimonie religiose a favore degli antenati morti, a cui è così offerta la possibilità di partecipare ai benefici della redenzione. Sono i membri della Chiesa a rappresentare per procura i loro antenati. Per questo i membri della Chiesa considerano un sacro dovere tracciare il proprio albero genealogico per poter svolgere le cerimonie del Tempio in favore degli antenati. La Chiesa dispone oggi della più grande collezione al mondo di documenti genealogici, i cui microfilm originali sono conservati nei pressi di Salt Lake City.

Antonio Delrio

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