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Un anello... di una catena per Gaza

Volontari nel Mondo – Focsiv promuove la Campagna di solidarietà «Un anello… di una catena per Gaza».
Con un contributo di 50 euro si potrà partecipare all’estrazione dell’anello pastorale di Giovanni Franzoni, abate di San Paolo fuori le mura in periodo conciliare, messo a disposizione per la Campagna «La Palestina ha bisogno di noi. Noi abbiamo bisogno della Palestina» con la precisa volontà di devolverlo al poliambulatorio del Campo Profughi di Jabalia a Gaza. L’anello aggiunge un significato di inestimabile valore simbolico a questa iniziativa, perché fu donato a Giovanni Franzoni da Paolo VI nella Domenica delle Palme del lontano 1964, giorno in cui divenne abate.

L’assegnazione dell’anello avverrà il 16 dicembre 2006 presso la Comunità di San Paolo a Roma in via Ostiense 152/B alle ore 21, in presenza di Giovanni Franzoni.

I biglietti possono essere acquistati presso la sede di Volontari nel mondo – Focsiv in via San Francesco di Sales 18, a Roma, o presso la sede del Cipax a Roma, in via Ostiense 152. Oppure facendo il versamento di 50 euro sul c/c postale 87781001 intestato a Volontari nel mondo – Focsiv, o a Banca Etica c/c n. 000000510010 ABI 05018 CAB 03200, specificando nella causale «Un anello… di una catena per Gaza» e inviando copia del versamento a mezzo fax al numero 06.6872373 specificando i propri dati personali.

La situazione in Palestina, sempre più violenta e sempre più aggrovigliata, chiede alle persone e alle comunità di «buona volontà» di intervenire, alla luce di alcune evidenze, con umili e disinteressati gesti che possano, senza la pretesa di risolvere la situazione politica, disintossicare le asprezze, ottenere delle tregue, consentire di riprendere le trattative fra le parti interessate e soprattutto alleviare la sofferenza della popolazione.
Incombe inoltre una catastrofe economica e sociale sulla popolazione palestinese dei Territori occupati dopo l’insana decisione degli Usa, della Russia, dell’Onu e della Ue di punire l’elettorato palestinese per aver votato in modo difforme dalle loro aspettative, sospendendo i finanziamenti che facevano vivere una popolazione deprivata della possibilità di un’economia autosufficiente. Tale catastrofe è ormai in atto con l’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano con sofferenze e lutti terribili.

Appare evidente a molti, fra i quali con discrezione mi colloco anch’io, l’esigenza di raggiungere la popolazione palestinese col soccorso umanitario senza pretendere di interferire nel confronto politico e militare fra le parti.

Ho dunque pensato di partecipare alla Campagna di solidarietà a favore della popolazione di Gaza promossa dal comitato Action for peace nella manifestazione tenuta a Roma a piazza Farnese il 7 luglio 2006.

Volendo aggiungere un valore simbolico a questa iniziativa, ho pensato di donare l’anello pontificale che ebbi da Paolo VI nella Domenica delle Palme del lontano 1964.

Vorrei che questo fosse solo il primo anello di una catena di gesti analoghi di solidarietà. Se l’anello è un simbolo di fedeltà vorrei che il gesto fosse considerato come tale e non venisse in alcun modo considerato come un atto di dissociazione dal mio passato ecclesiale. Rimango fermamente dell’opinione che nella stagione ecclesiale contestuale o conseguente al Concilio Vaticano II, nonostante la crisi nei confronti della mia persona e delle posizioni pubblicamente da me assunte, intervenuta in circostanze storiche che considero superate, Paolo VI sia figura di massima rilevanza per il futuro della Chiesa cattolica romana, per l’ecumenismo, per il dialogo interreligioso e per la giustizia e la pace sulla terra.

Giovanni Franzoni

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