Le sfide di Confronti
Da questo numero Gian Mario Gillio subentra a Paolo Naso nella direzione della nostra rivista. Continua l’impegno di Confronti sui temi che ci stanno a cuore da sempre, cercando di accettare anche le sfide del cambiamento.
Tutto cambia, tutto evolve, tutto si modifica, ma è anche vero che tutto ciò che viene creato rimane. Rimane il mensile Confronti e fortunatamente, con lui, le competenze di chi per tanti anni lo ha firmato, lo ha promosso, lo ha stimolato e amministrato. Restano gli anni delle battaglie, delle mediazioni e delle proposte. Gli anni di Com Nuovi Tempi e, dall’89, quelli di Confronti, una rivista che ha saputo dare un concreto contributo al dialogo ecumenico e interreligioso, palestra di idee che ha accompagnato generazioni tra i sentimenti culturali, politici e sociali di un’Italia in movimento, tuttavia senza mai dimenticare i grandi temi europei e mondiali.
Cambia la direzione della testata. Paolo Naso aveva trentacinque anni quando prese in mano la direzione di Confronti; oggi l’incarico viene affidato per la seconda volta ad un trentacinquenne. Sarà un segno del destino? Speriamo.
Un cambiamento, dicevo, non uno stravolgimento editoriale e strutturale, direi un rinnovamento. Sottolineo il termine rinnovamento per tranquillizzare tutti i lettori affezionati alla nostra rivista e che da anni seguono con attenzione e passione il nostro lavoro sostenendoci con preziose indicazioni, le cosiddette critiche costruttive. A volte i cambiamenti e le novità spaventano e infondono dubbi e preoccupazioni. Vi chiediamo un po’ di tempo e un po’ di pazienza.
Le difficoltà, lo sappiamo tutti, non mancano. Fare un giornale non è semplice, siamo costantemente bombardati da una quantità eccessiva di informazioni, ci scontriamo con la tecnologia: internet ruba di giorno in giorno la scena alla vecchia carta stampata, i grandi network radiofonici e le agenzie di comunicazione invadono televisioni e radio, i giornali free press distribuiti in metropolitana propongono un’informazione «facile».
Anche il modo di fare giornalismo è cambiato. Ad un’analisi distesa si preferisce il singolo fatto e spesso dal contenuto drammatico. Un po’ si è persa anche l’abitudine di calare i fatti del giorno in un contesto storico e sociale per poterne motivare l’avvenimento. L’affresco narrativo è diventato meno efficace per via delle immagini trasmesse dalla televisione e lo sguardo internazionale che per molti anni aveva occupato le prime pagine dei nostri quotidiani viene oggi sostituito dai fatti che avvengono a casa nostra.
Confronti, come tante altre riviste di cultura, non ha mai abbandonato lo stile, forse un po’ retró e a volte provocatorio, ma che noi amiamo, del giornalismo di approfondimento. Crediamo nella ricerca della verità dei fatti, nel diritto, nella laicità, nella fede personale e nella sua espressione collettiva, nel valore di tutte le comunità religiose, che, con il loro entusiasmo, fanno vivere il nostro giornale. Le nostre fonti siamo noi, uomini e donne in cammino. I fatti che raccontiamo siamo noi, una società civile multiculturale e multireligiosa che abita il mondo, che muove la politica nazionale e internazionale. Un lavoro difficile? Certo! Delicato? Sicuramente! Ma bello e sano. Un grazie di cuore a Paolo Naso per tutto quello che ha fatto e ci ha lasciato in questi anni di direzione. Auguriamo a lui e a noi: buon viaggio.
Gian Mario Gillio