La scommessa della pace riparte dal basso
Contrariamente all’immagine di «pacifismo imbelle», idealista e utopico che una parte del mondo dell’informazione tende a fornire, la marcia Perugia-Assisi del 7 ottobre scorso ha costituito solo il momento più alto di una serie di iniziative e di azioni per cercare di rendere la pace qualcosa di più concreto e di più vicino alla sensibilità della gente. L’autore è coordinatore di Libera ed è stato coordinatore nazionale di Pax Christi Italia.
È un vero «peccato» che la stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani abbia avuto notizia (e in modo peraltro piuttosto distratto) di una marcia che tradizionalmente, partendo da Perugia, raggiunge la Rocca di Assisi per recare al mondo un messaggio di pace. Un vero peccato perché questo tipo di informazione rafforza nell’immaginario collettivo esclusivamente l’idea di un «pacifismo imbelle», idealista e utopico, permeato cioè di saldi principi morali e di sogni irraggiungibili che lo portano sempre più lontano dalla realtà, dalle decisioni che contano, dall’influenzare l’agenda politica. Mai come nell’edizione di quest’anno invece la marcia Perugia-Assisi ha costituito solo il momento più alto di una serie di iniziative e di azioni che hanno contribuito a rendere la pace qualcosa di più concreto e di più vicino alla sensibilità della gente. Nello stesso tempo ha tentato di iscrivere quei temi tra le priorità dell’azione politica. Qualcuno si è meravigliato della presenza di tanti giovani studenti e di alunni delle scuole primarie. Quella partecipazione è il risultato di percorsi di educazione alla pace che hanno coinvolto un numero sempre più alto di scuole che riflettono sulle cause della miseria nel mondo, sviluppano un pensiero critico sugli equilibri globali, conoscono e imparano a difendere la Dichiarazione universale dei diritti umani, si avvicinano alle istituzioni internazionali che sono chiamate a garantire la pace nel mondo globalizzato. La missione educativa diventa sempre più una priorità per chi ha scommesso di ripartire dal basso per creare nuova consapevolezza e dare gambe al progetto di un mondo nuovo sempre più urgente prima ancora che possibile. Nei giorni precedenti la marcia, a Terni si è svolta la terza Assemblea dell’Onu dei giovani che ha visto impegnati centinaia di giovani provenienti da tante parti del mondo per condividere esperienze e conoscenze e approfondire il tema «Giovani in azione per i diritti umani e la pace».
Contemporaneamente, a Perugia la settima Assemblea dell’Onu dei popoli ha dato la parola ai rappresentanti delle organizzazioni di società civile e movimenti provenienti da Medioriente, Africa, Asia e America Latina. Nei giorni precedenti la marcia si sono tenute 455 iniziative presso i comuni che hanno contribuito a invitare e ospitare i rappresentanti dei popoli. Un patrimonio che forse non si può quantificare, ma che contribuisce a far crescere la coscienza di questo paese sui temi cruciali dei diritti umani e della pace. L’1 ottobre a Roma, Libera-associazioni nomi e numeri contro le mafie, Tavola della pace e Provincia di Roma hanno dato vita ad un seminario dal titolo significativo: «+ diritti = + sicurezza x tutti». La risposta migliore a tanto agitarsi di vento sui lavavetri, sui nomadi, sui graffitari, sui posteggiatori abusivi… oltre che da illustri docenti universitari è arrivata da alcuni rappresentanti di organizzazioni dell’Est europeo e del Brasile. Sono quelli che guardano il fenomeno dell’immigrazione dall’altra parte, quelli che attraverso una fitta rete di microcredito cercano di dare motivi reali per scoraggiare l’immigrazione e si sforzano di mettersi in ascolto effettivo dei bisogni e dei vissuti per cercare «insieme» le risposte in termini di diritti. Il 2 ottobre le organizzazioni che si riconoscono nella Tavola della pace hanno formato piccole delegazioni che hanno incontrato altrettante istituzioni politiche. Dal presidente del Consiglio alla commissione Esteri di Camera e Senato, dai candidati al Partito democratico ai leader delle forze politiche, dai presidenti di Camera e senato al ministro della Difesa. In una conferenza stampa posta temporalmente in coda agli incontri effettuati, Grazia Bellini e Flavio Lotti, coordinatori della Tavola, hanno dato conto degli incontri. Un pacifismo politico che tenta di proporre e far accogliere il dolore dei popoli del mondo e dei poveri di casa nostra all’agenda politica. La marcia pertanto è partita molto prima di Perugia e speriamo vada molto oltre la Rocca di Assisi.
Tonio Dell’Olio
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