I riflettori dell’informazione rimangano accesi sul Tibet
«Non lasciate che l’informazione si affievolisca, solo mantenendo alta l’attenzione sulla questione tibetana la situazione potrà rimanere sotto controllo. Nel momento in cui voi giornalisti spegnerete la notizia – come accaduto pochi mesi fa per la Birmania – la situazione tra Cina e Tibet non potrà che peggiorare». Questo l’appello lanciato il 19 marzo dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, il più importante centro buddhista tibetano in Italia e uno dei maggiori in Europa, situato nel verde delle colline toscane a 40 km a sud di Pisa. In occasione del progetto «Diversamente», promosso dalla rivista Confronti e patrocinato dalla Provincia di Prato, abbiamo visitato il Centro con la prima H del Liceo Copernico di Prato. Un incontro davvero interessante, ma palpabilmente segnato dall’attuale situazione tibetana. Telefonate e discussioni scandivano la giornata di monaci e residenti, amici e studenti del Centro; era curioso vedere i monaci in abito rosso arancio discutere accoratamente al telefono cellulare e aggirarsi freneticamente nel parco. L’immagine del monaco, mistico e intento nella meditazione, ieri è stata disattesa: di fronte all’emergenza e alla necessità, anche il monaco si muove e risponde alle provocazioni con azioni di sensibilizzazione. Massimo Stordi (ex direttore del Centro) dopo l’appello rivolto al mondo dell’informazione ha lavorato per tutta la giornata per organizzare l’incontro che si è svolto sabato 22 marzo presso il centro per ricordare che Il Tibet non è solo. «Gli esuli tibetani in Italia, i sindaci, le autorità, i monaci e le monache, i buddhisti e tutti gli uomini liberi di buona volontà – ha ricordato Stordi – si riuniranno in preghiera, in una manifestazione di interventi perché la fiamma olimpica verso Pechino possa trasformare il grande isolamento del Tibet in una grande vertenza internazionale. Abbiamo scelto, fedeli agli insegnamenti di sua santità il Dalai Lama del Tibet e del nostro caro e prezioso maestro Ghesce Ciampa Ghiatso, non il fuoco di paglia delle esternazioni, ma il più efficace dei metodi, basati sul dialogo e sulla comprensione. Invitiamo i rappresentanti della comunità cinese in Italia ad unirsi a noi».
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