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Presentazione del Dossier Scuola alla libreria Bibli di Roma

Alcune riflessioni per spiegare perché Confronti ha deciso di realizzare un dossier sul tema della scuola in collaborazione con il Liceo valdese di Torre Pellice (Torino), la Flc-Cgil, l’associazione L’Arca di Romallo (Val di Non) e l’associazione Il Germoglio di Verona. Prima e ovvia, il desiderio di rispondere in qualche modo alla recente «provocazione» della «riforma» Gelmini/Tremonti, che ha messo in discussione l’impianto stesso della scuola apportando tagli e modifiche che rischiano di paralizzare il sistema scolastico del nostro paese. Seconda considerazione, la scuola appartiene ad ognuno di noi ed è stata la nostra casa di democrazia e di vita, agorà di incontri, saperi e conoscenze, ma anche di scontri e intolleranze, insomma una vera e propria «palestra di vita», concetto che si usa spesso e che anche noi ribadiamo con forza.

La scuola per ognuno di noi è stata, e lo è ancora per chi la frequenta, una vera e propria famiglia: chi era fortunato ne poteva avere due, chi non lo era almeno poteva averne una: la scuola appunto. Oggi molti nostri ragazzi con situazioni famigliari difficili rischiano, in un certo senso, di essere privati sia dell’una che dell’altra, se come previsto verranno approvati i tagli e le nuove modifiche legislative.

La «riforma» (chiamiamola così) vedrà la sua sperimentazione concreta a partire da settembre e riteniamo che saranno molti i nodi al pettine. Settembre è alle porte, le scuole e il loro personale, docente e non, sono pronti ad affrontare queste novità? E i genitori? E gli studenti? Alcune risposte le troverete nei preziosi contributi che seguiranno. Il fatto è che per la prima volta e insieme, docenti, insegnanti, genitori e studenti saranno simbolicamente «tutti rimandati a settembre» e solo per questo fatto la Gelmini sarà ricordata negli annali della storia. Proprio questo mese si terrà a Torino la «Biennale della democrazia», un appuntamento oggi più che mai sentito e necessario. Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo deciso di fare qualcosa per difendere la nostra democrazia e questo qualcosa che avete tra le mani lo porteremo anche a Torino a questo importante appuntamento che vede tutto il nostro plauso. Un piccolo contributo, il nostro, che tuttavia riteniamo utile. Salvare la scuola è necessario, anzi è prioritario. Con un pizzico di presunzione (che speriamo ci venga perdonata) abbiamo anche voluto guardare oltre, al futuro e, nelle nostre riflessioni, abbiamo cercato di fare qualche ipotesi azzardando anche qualche suggerimento. Il dossier esce tra l’altro a poco più di quarant’anni dalla «Lettera ad una professoressa» (Firenze, 1967), scritta dalla scuola di Barbiana di don Milani, un esempio che umilmente ci ha portato a scrivere la nostra. Una lettera di 72 pagine che indirizziamo simbolicamente al nostro ministro dell’Istruzione ma che in realtà intende raggiungere tutti, anche i non addetti ai lavori. Uno strumento che speriamo possa essere utile, ma che a nostro avviso è necessario.

Oggi non è più il tempo di stare a guardare, ascoltare: oggi è il tempo di pensare, proporre, cambiare, discutere, reagire, formulare ipotesi e contenuti. Tanto più se l’intenzione, come ci appare nella sua evidenza, è quella di affondare i saperi, omologare le coscienze, e per farlo si intende minare alla radice l’impianto stesso di tutta l’istruzione. Quando è stato fatto in passato, questo processo ha portato a regressioni culturali pericolose. Oggi assistiamo passivamente alla difficile recessione economica che farà il suo corso portando sofferenze in tante famiglie italiane e che noi per primi distrattamente abbiamo permesso. La recessione culturale invece non possiamo permetterla, questo è il nostro impegno. Come ha ricordato il presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelski, «il numero delle parole conosciute e usate è proporzionale al grado di sviluppo della democrazia. Poche parole, poche idee, poca possibilità, poca democrazia». Noi di parole ne abbiamo usate tante per questo dossier e speriamo che non restino parole al vento. Ma, come si dice, scripta manent e chissà che questo strumento non possa essere d’aiuto anche per l’esame che dovremo sostenere a settembre quando, a scuola, suonerà la campanella. Per noi tutti!

Un grazie di cuore va a Francesco «Frato» Tonucci per la sua generosità e per i suoi splendidi disegni che illustrano questo dossier.

Gian Mario Gillio

All’interno del dossier
«Tutti rimandati a settembre!» Gian Mario Gillio Meno scuola per tutti con i tagli del governo Cristina Mattiello Istruzione pubblica sotto attacco Domenico Pantaleo Dire no al libero mercato dell’istruzione Beniamino Lami La scuola maltrattata Emanuele Barbieri E adesso, cara scuola elementare? Simonetta Salacone Obbligo scolastico e cittadinanza Domenico Chiesa La democrazia della parola e la scuola di Barbiana Gustavo Zagrebelsky La Waterloo dell’istruzione moltiplica le ingiustizie Marco Rossi-Doria Anche la scuola pubblica diventerà «privata»? Domenico Zampaglione Questa scuola non è un’azienda Francesco Butturini Scheda. La proposta di legge Aprea Francesca Ferrari Qualità culturale del territorio per sostenere l’azione della scuola Vittorio Cogliati Dezza Scuole più sicure, scuole più educanti Vanessa Pallucchi La professionalità docente Maurizio Tiriticco L’importanza della formazione dei docenti Eugenio Torracca Insegnanti esperti, adulti competenti Mario Colazingari Zero in condotta Alberto Alberti Gestire i conflitti senza il cinque in condotta Marco Menin Valutare per migliorare Anna Maria Ajello Suggerimenti sul tema della valutazione Bruno Losito La scuola dell’infanzia oggi Clotilde Pontecorvo Il ruolo della religione cattolica nella scuola pubblica Antonio Delrio Una furbizia del «nuovo» Concordato Luigi Sandri Oltre l’ora di religione cattolica Giuliano Ligabue Dove va l’insegnamento del fatto religioso in Europa? Flavio Pajer L’integrazione sociale passa per la scuola Mostafa El Ayoubi La scuola in società: educazione alla mondialità Marco Luchi/Lucia Busetti Dalle classi differenziate alla scuola differenziata? Anna Maria Marlia «Prufussuré, ma vuje ca’ che ce facite?» Deborah D’Auria La scuola e la comunità, riflessioni di un genitore Paolo Emilio Landi Voci dalla scuola superiore Marcella Felici / Gemma Grossetti La biblioteca di Babele Alessandro Maria Masullo Si può insegnare la democrazia? Francesco Tonucci
Perché non possiamo non credere nella scuola Daniele Solvi

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