Editoriali

Brexit: un voto contro l’Europa, ma non solo

Brexit: un voto contro l’Europa, ma non solo

[ 1 ] 2 luglio 2016 |

di Felice Mill Colorni
Non si tratta soltanto del Regno Unito, che forse è sul punto di non esserlo più. E non si tratta soltanto dell’Unione europea, che forse è destinata a non esserlo mai. Si tratta della democrazia. Se, nella più antica democrazia liberale, e in uno dei paesi da sempre più aperti al mondo, la maggioranza degli elettori ha scelto di inseguire il miraggio di un impossibile isolamento; se, il giorno dopo averlo fatto, ha preso d’assalto Google per cercare di capire che cosa cavolo fosse questa Unione europea e da quali paesi fosse composta, vuol dire che qualcosa si è rotto nel funzionamento della democrazia.

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Fedi

Giovani e violenza in Bangladesh

Giovani e violenza in Bangladesh

[ 1 ] 13 luglio 2016 |

di Francesco Zannini (docente di Islam contemporaneo e Giurisprudenza islamica presso il Pisai – Pontificio istituto per gli studi arabo-islamici di Roma)
In un paese musulmano il cui inno nazionale è un canto di un poeta indù (Robindronath Tagore) e in cui si sono sviluppate civiltà e tradizioni religiose diverse che convivono nell’animo di ogni bangladeshi, è esplosa recentemente una efferata violenza xenofoba con una motivazione pseudo-religiosa. Ci si chiede allora: perché? Perché giovani educati nelle migliori università del paese di ricche famiglie, provenienti da ambienti di formazione laica, hanno così brutalmente massacrato persone da loro dichiarate infedeli?
Io stesso, che ho vissuto per circa quindici anni in Bangladesh e ho anche avuto modo di insegnare nell’Università di Dhaka, ne sono rimasto profondamente colpito. Non che non abbia assistito ad episodi di violenze e di lotte tra giovani fondamentalisti islamici e giovani di formazione laica. Mi ricordo ancora di quel giorno in cui, insegnando all’Università, tenni una mia lezione mentre i proiettili sparati dagli opposti gruppi volavano nell’aria e quando io stesso scampai ad un attentato di elementi radicali islamici e fui salvato nientemeno che da membri della Jamaat-e-Islami!

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Politica

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

[ 0 ] 21 giugno 2016 |

di Adriano Gizzi
Riconosce la sconfitta alle amministrative, ma come ricetta propone di mantenere la rotta che per molti è proprio la causa della crisi del Pd.
Finalmente il Pd ha fatto qualcosa di sinistra: perdere. La battuta è di Gianni Kuperlo. Sì, con la kappa: si tratta di un “fake” su Twitter, ma ha quasi lo stesso numero di follower di quello vero. E anche questo la dice lunga su come sia messo oggi il Partito democratico. Matteo Renzi è diventato segretario del Pd e poi premier (con il percorso disinvolto che tutti ricordiamo) all’insegna della rottamazione: cambiare le persone, ma anche le vecchie idee. Ha scelto quindi di liberarsi da quelle che riteneva zavorre del passato, consapevole di perdere magari qualche vecchio elettore che si ostina a considerarsi “di sinistra” (come Nanni Moretti nella piscina di Palombella rossa: «Ho paura, c’è l’acqua alta al centro!»), con la prospettiva però di guadagnare molti più consensi nel mare aperto della politica nuova, post-ideologica.

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Mondo

Turchia, il laboratorio islamico delle speranze tradite

Turchia, il laboratorio islamico delle speranze tradite

[ 1 ] 25 luglio 2016 |

di Enrico Campofreda (giornalista, esperto di questioni mediorientali)
Cent’anni di Atatürk – La Turchia erdoğaniana finita sotto i riflettori dei media mondiali per il tentato golpe di metà luglio – ma lo era da mesi per lo stillicidio di attentati, il conflitto interno con la comunità kurda, la crisi siriana ai confini – è stata per un quindicennio un interessante laboratorio geopolitico. Ha raccolto consensi e speranze di ampi strati della popolazione, che già nei Novanta avevano assaggiato la cura liberista del premier e poi presidente Turgut Özal.
Una scelta che ha richiesto contropartite strategiche, ribadendo la stretta osservanza Atlantica di quell’esercito – il secondo per numero dell’alleanza Nato – che nella storia recente aveva posto per quattro volte il peso degli anfibi sulla testa e sul cuore dei cittadini turchi. Una lobby potentissima quella militare, strettamente legata alle radici kemaliste della nazione di Atatürk, che ha comunque subìto, durante il governo del sedicente islam moderato, un progressivo ridimensionamento del suo filo occidentalismo.

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Società

Ttip: il rischio di una democrazia zoppa

Ttip: il rischio di una democrazia zoppa

[ 1 ] 7 luglio 2016 |

di Marco Mazzoli (professore di Politica economica, Università di Genova)
Il Transatlantic Trade and Investment Partnership è costituito da una serie di negoziazioni di trattati commerciali, condotti prevalentemente in segreto tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America, con la motivazione ufficiale di «ridurre le barriere commerciali» tra Unione europea e Stati Uniti. Già il fatto che i contenuti della negoziazione, i suoi contorni e i suoi obiettivi siano segreti è di per sé inaccettabile per una democrazia rappresentativa (teoricamente dovrebbe esserlo anche l’Unione europea e, teoricamente, dovrebbero essere democratiche le sue istituzioni) e richiama, nel metodo, i trattati segreti tra le monarchie assolute, dove i governanti guidano sudditi e non cittadini.
Soprattutto, questa assenza di trasparenza non è certamente saggia in una fase in cui le istituzioni europee non godono esattamente di grande popolarità. Una forte impostazione ideologica già caratterizza l’architettura istituzionale dell’Unione europea, che prevede una moneta unica, non solo senza una politica fiscale “federale” europea, ma, per di più, senza il minimo coordinamento né la minima armonizzazione tra le politiche fiscali nazionali.

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Cultura

“La rana e la pioggia”, è dall’inatteso che si impara davvero

“La rana e la pioggia”, è dall’inatteso che si impara davvero

[ 1 ] 21 luglio 2016 |

di Sara Hejazi (giornalista e antropologa)
In Non sparate sul turista – ormai un classico dell’antropologia del turismo – Duccio Canestrini ricorda che viaggiare è sempre stato ed è tuttora il modo più comune per conoscere e interessarsi ad altre culture.
Ma, precisa, oggi chi viaggia diventa sempre più spesso «viaggiatore immacolato»: cioè un nuovo tipo umano che finisce per barricarsi dentro un «viaggio senza macchia». Si tratta di un genere di esperienza che deve, fin da subito e il più possibile, corrispondere sia all’idea che uno già ha del luogo in cui deve recarsi, sia a quello che c’è scritto sulla guida Lonely Planet. Un’idea nitida e pulita, senza macchie.
Come se l’altro, l’esotico, dovesse attenersi ad un copione già scritto su di lui, ma non per lui.
E più il viaggiatore si barrica nel suo libricino e nella sua lista di cose che si aspetta di vedere e di fare, più si sente minacciato. Da possibili attentati, da disastri aerei, certo, ma anche dalla diversità tout court, quella cioè inaspettata, non descritta in precedenza, non trovata su internet.

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Laicità

Informazione religiosa. Tra crisi e prospettive di rilancio

Informazione religiosa. Tra crisi e prospettive di rilancio

[ 0 ] 9 luglio 2016 |

di Valerio Gigante
(tratto da: Adista Segni Nuovi n° 23 del 25/06/2016)
Per la prima volta le riviste che si occupano di informazione religiosa si sono incontrate, il 7 giugno scorso, per discutere della crisi che ne sta oggi minacciando l’esistenza stessa, dentro la più generale questione della crisi dell’editoria in Italia. Non c’erano tutte, ma le presenze erano qualificate e significative. E soprattutto la giornata di riflessione sullo stato di salute delle riviste che si occupano di religioni promossa dal Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/Cisreco, sostenuta e ospitata dal Comune di Peccioli (Pi) è stata una prima importantissima occasione per confrontarsi sulle ragioni della crisi e cercare – assieme – delle strategie per contrastarla.

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Diritti

I sommersi e i salvati dal sistema di accoglienza

I sommersi e i salvati dal sistema di accoglienza

[ 0 ] 7 luglio 2016 |

di Massimo Gnone (referente nazionale area migranti Diaconia valdese – Csd)
La Diaconia valdese, Oxfam Italia e Borderline Sicilia hanno presentato il progetto “Open Europe”, che comprende un’unità mobile e una piccola accoglienza per i casi più vulnerabili a Pachino, in collaborazione con la Chiesa valdese locale e con il sostegno dell’Otto per mille valdese.
La parola hotspot, come decine di altre, è un anglicismo entrato senza bussare nel nostro vocabolario. Se alla maggior parte degli italiani hotspot fa pensare ai punti WiFi per accedere a internet, nei documenti ufficiali prevale la traduzione “punto di crisi”, benché i media preferiscano l’inglese hotspot, solo apparentemente più tecnico, sancendo il suo ingresso nel lessico comune della migrazione. Come rileva la traduttrice Licia Corbolante, nei documenti della Commissione europea «il termine è usato per due diversi concetti: centro di prima accoglienza e zona alla frontiera esterna dell’Ue interessata da pressione migratoria sproporzionata».

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