Editoriali

Siria. Sit-in a Roma, il 2 settembre, per sostenere l’appello alla tregua

Siria. Sit-in a Roma, il 2 settembre, per sostenere l’appello alla tregua

[ 0 ] 29 agosto 2016 |

(dal sito di articolo 21)
Vi chiediamo l’adesione a questa iniziativa per far arrivare un messaggio forte alle istituzioni e per testimoniare la nostra vicinanza al popolo siriano.
L’appuntamento e a Roma, in piazza Santi Apostoli, venerdì 2 settembre, dalle ore 11.
Per info e adesioni 3937540531 oppure info@illuminareleperiferie.it
Metà della popolazione della Siria non ha più una casa, 470mila persone hanno perso la vita, 1,9 milioni sono rimaste ferite o mutilate, l’aspettativa di vita è passata dai 70 ai 55 anni. Questi i numeri agghiaccianti che misurano la tragedia siriana prima ancora che iniziasse la nuova campagna di bombardamenti su Aleppo, che ha visto una crescita esponenziale di bambini tra le vittime. Il mondo si è indignato, ha pianto, guardando l’immagine di Omran, 5 anni, ferito e sgomento su un seggiolino di un’ambulanza, che ha plasticamente dato corpo alle conseguenze del conflitto in Siria, visto attraverso gli occhi di un bimbo scampato alla morte che invece non ha risparmiato il fratellino, Alì, poco più grande di lui.
In cinque anni di guerra sono morte decine di migliaia di piccoli siriani. Solo ad Aleppo hanno perso la vita, da fine luglio, 350 bambini e più di 100mila sono intrappolati nella parte orientale della città.
Aleppo è la nuova Sarajevo. Pari la durata dell’assedio, persino doppio il numero delle vittime. Oggi come allora il fallimento della comunità internazionale è sotto gli occhi di tutti. L’attenzione mediatica e le informazioni sul conflitto si riducono ogni giorno di più e con esse la consapevolezza di ciò che quotidianamente avviene nel paese.

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Fedi

Giovani e violenza in Bangladesh

Giovani e violenza in Bangladesh

[ 1 ] 13 luglio 2016 |

di Francesco Zannini (docente di Islam contemporaneo e Giurisprudenza islamica presso il Pisai – Pontificio istituto per gli studi arabo-islamici di Roma)
In un paese musulmano il cui inno nazionale è un canto di un poeta indù (Robindronath Tagore) e in cui si sono sviluppate civiltà e tradizioni religiose diverse che convivono nell’animo di ogni bangladeshi, è esplosa recentemente una efferata violenza xenofoba con una motivazione pseudo-religiosa. Ci si chiede allora: perché? Perché giovani educati nelle migliori università del paese di ricche famiglie, provenienti da ambienti di formazione laica, hanno così brutalmente massacrato persone da loro dichiarate infedeli?

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Politica

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

[ 0 ] 21 giugno 2016 |

di Adriano Gizzi
Riconosce la sconfitta alle amministrative, ma come ricetta propone di mantenere la rotta che per molti è proprio la causa della crisi del Pd.
Finalmente il Pd ha fatto qualcosa di sinistra: perdere. La battuta è di Gianni Kuperlo. Sì, con la kappa: si tratta di un “fake” su Twitter, ma ha quasi lo stesso numero di follower di quello vero. E anche questo la dice lunga su come sia messo oggi il Partito democratico. Matteo Renzi è diventato segretario del Pd e poi premier (con il percorso disinvolto che tutti ricordiamo) all’insegna della rottamazione: cambiare le persone, ma anche le vecchie idee. Ha scelto quindi di liberarsi da quelle che riteneva zavorre del passato, consapevole di perdere magari qualche vecchio elettore che si ostina a considerarsi “di sinistra” (come Nanni Moretti nella piscina di Palombella rossa: «Ho paura, c’è l’acqua alta al centro!»), con la prospettiva però di guadagnare molti più consensi nel mare aperto della politica nuova, post-ideologica.

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Mondo

Turchia, il laboratorio islamico delle speranze tradite

Turchia, il laboratorio islamico delle speranze tradite

[ 1 ] 25 luglio 2016 |

di Enrico Campofreda (giornalista, esperto di questioni mediorientali)
Cent’anni di Atatürk – La Turchia erdoğaniana finita sotto i riflettori dei media mondiali per il tentato golpe di metà luglio – ma lo era da mesi per lo stillicidio di attentati, il conflitto interno con la comunità kurda, la crisi siriana ai confini – è stata per un quindicennio un interessante laboratorio geopolitico. Ha raccolto consensi e speranze di ampi strati della popolazione, che già nei Novanta avevano assaggiato la cura liberista del premier e poi presidente Turgut Özal.
Una scelta che ha richiesto contropartite strategiche, ribadendo la stretta osservanza Atlantica di quell’esercito – il secondo per numero dell’alleanza Nato – che nella storia recente aveva posto per quattro volte il peso degli anfibi sulla testa e sul cuore dei cittadini turchi. Una lobby potentissima quella militare, strettamente legata alle radici kemaliste della nazione di Atatürk, che ha comunque subìto, durante il governo del sedicente islam moderato, un progressivo ridimensionamento del suo filo occidentalismo.

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Società

Libero spirito in libera Terra

Libero spirito in libera Terra

[ 1 ] 6 agosto 2016 |

di Valerio Pignatta
Nel mese di luglio si è tenuto a Reggello nella splendida cornice della valdese Casa Cares un convegno dal titolo “Ecoteologia per il XXI secolo. Destino di distruzione o possibilità di cambiamento?”. Il convegno è nato dall’intenzione di portare all’attenzione di tutti, e anche di coloro che sono su un percorso spirituale, la necessità di affrontare con pratiche e riflessioni la drammatica condizione ecologica del pianeta. Casa Cares Tali pratiche e riflessioni potrebbero prendere spunto dal bisogno di coerenza etica che dovrebbe scaturire direttamente dalla comprensione e applicazione del proprio sentiero religioso e/o delle Sacre Scritture di riferimento quando presenti in esso. A tal fine, si sono avvicendati al tavolo quattro relatori che hanno sviscerato il problema da altrettante diverse visuali. La pastora valdese Letizia Tomassone ha affrontato il tema del ruolo del patriarcato nella società umana come forte causa di scollamento tra l’essere umano e la sacralità del mondo.

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Cultura

“Più libri Più liberi”: si parlerà anche di valori e di spiritualità

“Più libri Più liberi”: si parlerà anche di valori e di spiritualità

[ 0 ] 29 luglio 2016 |

intervista a Valdo Spini, a cura di Gian Mario Gillio (tratto da Riforma.it)
A Roma si sta organizzando la prima «Rassegna delle riviste italiane di cultura», mentre il Salone del libro di Torino si trasferisce a Milano. Ne abbiamo parlato con Valdo Spini, presidente del Coordinamento delle riviste italiane di cultura (Cric).
Nell’ambito della Fiera della Piccola e Media Editoria «Più libri, più liberi», che si tiene ogni anno a Roma dal 7 all’11 dicembre, realizzerete – grazie a un contributo dell’Otto per Mille della Tavola valdese – la prima «Rassegna delle riviste italiane di cultura». Di che cosa si tratta?
«Si tratta di creare un’occasione importante di esposizione e di vendita delle riviste culturali del nostro paese, sempre più in difficoltà. Un’opportunità preziosa per potersi presentare al pubblico, oggi sempre più rara a causa dei meccanismi commerciali che sono spesso prevalenti e per via della crisi che l’editoria della carta stampata sta attraversando. Abbiamo previsto e predisporremo uno spazio dedicato alle riviste italiane di cultura all’interno della fiera “Più Libri, più liberi” che ha la pretesa di essere qualcosa di più di un semplice stand.

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Laicità

Informazione religiosa. Tra crisi e prospettive di rilancio

Informazione religiosa. Tra crisi e prospettive di rilancio

[ 0 ] 9 luglio 2016 |

di Valerio Gigante
(tratto da: Adista Segni Nuovi n° 23 del 25/06/2016)
Per la prima volta le riviste che si occupano di informazione religiosa si sono incontrate, il 7 giugno scorso, per discutere della crisi che ne sta oggi minacciando l’esistenza stessa, dentro la più generale questione della crisi dell’editoria in Italia. Non c’erano tutte, ma le presenze erano qualificate e significative. E soprattutto la giornata di riflessione sullo stato di salute delle riviste che si occupano di religioni promossa dal Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/Cisreco, sostenuta e ospitata dal Comune di Peccioli (Pi) è stata una prima importantissima occasione per confrontarsi sulle ragioni della crisi e cercare – assieme – delle strategie per contrastarla.

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Diritti

I sommersi e i salvati dal sistema di accoglienza

I sommersi e i salvati dal sistema di accoglienza

[ 0 ] 7 luglio 2016 |

di Massimo Gnone (referente nazionale area migranti Diaconia valdese – Csd)
La Diaconia valdese, Oxfam Italia e Borderline Sicilia hanno presentato il progetto “Open Europe”, che comprende un’unità mobile e una piccola accoglienza per i casi più vulnerabili a Pachino, in collaborazione con la Chiesa valdese locale e con il sostegno dell’Otto per mille valdese.
La parola hotspot, come decine di altre, è un anglicismo entrato senza bussare nel nostro vocabolario. Se alla maggior parte degli italiani hotspot fa pensare ai punti WiFi per accedere a internet, nei documenti ufficiali prevale la traduzione “punto di crisi”, benché i media preferiscano l’inglese hotspot, solo apparentemente più tecnico, sancendo il suo ingresso nel lessico comune della migrazione. Come rileva la traduttrice Licia Corbolante, nei documenti della Commissione europea «il termine è usato per due diversi concetti: centro di prima accoglienza e zona alla frontiera esterna dell’Ue interessata da pressione migratoria sproporzionata».

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