Editoriali

Erdogan il sultano mancato

Erdogan il sultano mancato

[ 0 ] 10 luglio 2015 |

di Mostafa El Ayoubi
La Turchia è un Paese in concorrenza sia politico-militare sia religiosa con le altre potenze del Medio Oriente, in particolare Arabia Saudita e Iran. Con la prima, si trova in conflitto sulle questioni che riguardano un altro importante paese dell’area, l’Egitto: la Turchia sostiene i fratelli musulmani, defenestrati dal colpo di Stato del generale al-Sisi, mentre l’Arabia Saudita appoggia – anche economicamente – il governo dei militari. In Siria, invece, gli interessi della Turchia e dell’Arabia Saudita convergono. L’Iran resta comunque l’avversario più difficile.
La Turchia, per la sua storia e per la sua posizione geografica, è un attore politico di rilievo nello scacchiere geopolitico del mondo islamico, in quello arabo in particolare. Essa si contende oggi, con l’Arabia Saudita e l’Iran, il primato nella regione del Medio Oriente sia dal punto di vista politico-militare che da quello religioso.

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Fedi

Il papa dai valdesi. «Era ora!»

Il papa dai valdesi. «Era ora!»

[ 0 ] 10 luglio 2015 |

di don Cristiano Bettega (responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana)
«Era ora!». Quante volte, di fronte a gesti attesi, desiderati, preparati e richiesti magari da molto tempo, abbiamo esclamato che «era ora» che quel gesto avvenisse, che quella parola fosse pronunciata, che quegli occhi si incontrassero e quelle mani si stringessero? A Torino, la mattina del 22 giugno scorso, nessuno – almeno al microfono – ha detto che era ora; tutti però lo abbiamo sentito pronunciare dal cuore, tutti lo abbiamo letto sul volto del vicino, tutti siamo usciti dal tempio valdese convinti che davvero era ora che quella soglia fosse finalmente varcata.
Un particolare degno di sottolineatura, a mio avviso, e neanche poi tanto secondario, è il fatto che in quell’oretta siamo riusciti tutti a imparare qualcosa, se soltanto ne abbiamo avuto la volontà. Le testate di quei giorni si sono prodigate – e giustamente! – nell’affermare che dopo otto secoli era la prima volta che un papa entrava in una chiesa valdese, che l’avvenimento era di quelli che segnano la storia, che le attese erano tante e giustificate. Tutto vero.

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Politica

La Grecia e il flagello del neoliberismo

La Grecia e il flagello del neoliberismo

[ 1 ] 13 luglio 2015 |

di Marco Mazzoli, professore di Politica Economica, Università di Genova
Il flagello del monetarismo (in inglese, «The Scourge of Monetarism») era il titolo di un pamphlet economico-politico con cui Lord Nicholas Kaldor, nel lontano 1982 disegnava con incredibile lucidità gli effetti sociali e le contraddizioni logiche del pensiero neoliberista, allora appena affermatosi con le vittorie elettorali di Margareth Thatcher in Gran Bretagna nel 1979 e Ronald Reagan negli Stati Uniti, nel 1980. Ed è proprio l’ideologia (perché di ideologia si tratta) neoliberista, del rigore fine a se stesso, a fare da sfondo alla crisi greca, che si evolve drammaticamente di ora in ora. Gli eventi si rincorrono con nuovi colpi di scena, ancora nel momento in cui sto scrivendo (pomeriggio del 13 luglio).
La mattina del 12 luglio, a seguito delle dure prese di posizione del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, le proposte di Tsipras per uscire dalla crisi, anche se molto vicine a quelle del Fondo monetario internazionale (Fmi), sono state ritenute non credibili da molti ministri «rigoristi» della Commissione Europea. La notte tra il 12 e il 13 luglio è stata estenuante e carica di tensione e si è giunti letteralmente ad un passo dall’uscita della Grecia dall’euro, che avrebbe comportato una crisi, forse irrimediabile, della moneta unica, oltre che una spaventosa crisi bancaria e di liquidità per il sistema finanziario greco, con esiti imprevedibili e costi sociali spaventosi.

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Mondo

Il viaggio papale in un Paese tormentato

Il viaggio papale in un Paese tormentato

[ 0 ] 10 luglio 2015 |

di Luigi Sandri (inviato di Confronti a Sarajevo)
Francesco il 6 giugno ha visitato Sarajevo, invitando le tre etnie (bosgnacchi, serbi e croati) e i seguaci delle tre fedi principali (musulmani, ortodossi e cattolici) a superare il trauma della guerra civile di vent’anni fa e a vivere in pace. Incombono però ferite ancora aperte, problemi irrisolti e sfide difficili.
«Mir nama», in serbo-croato «Pace a noi». Con questo titolone in prima pagina, domenica 7 giugno, il quotidiano di Sarajevo Oslobodenje («Liberazione») riassumeva il senso della visita, il giorno precedente, del papa alla capitale bosniaca. Titolo che traduce bene le parole e i gesti con i quali Francesco ha costellato il suo pellegrinaggio, all’insegna del motto «Mir vama» («Pace a voi»). Da qui il gioco di parole del giornale, come per dire: il pontefice ha fatto la sua parte, adesso sta a noi accogliere davvero il suo pressante invito alla riconciliazione.

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Società

Un buddhismo «protestante»

Un buddhismo «protestante»

[ 6 ] 10 luglio 2015 |

intervista di Daniela Mazzarella a Marco Mathieu
Nata neanche un secolo fa in Giappone, la Soka Gakkai conta oggi oltre 12 milioni di membri ed è uno dei maggiori movimenti buddhisti laici del mondo, con una presenza in 192 paesi. In Italia ha 75mila aderenti, è riconosciuta come ente di culto dal 2000 e ha appena firmato l’Intesa con lo Stato, in attesa della ratifica parlamentare. Abbiamo intervistato Marco Mathieu, giornalista, scrittore nonché ex bassista del gruppo punk Negazione. Nato in una famiglia valdese, Mathieu pratica il buddhismo della Soka Gakkai da 22 anni.
Lei nasce da una famiglia valdese. Come e quando è diventato buddhista?
“Sono nato a Torino da una storica famiglia valdese, con grossi punti di riferimento nelle Valli, e ho partecipato alla vita della comunità fino a fare la confermazione, che è il momento in cui si chiede l’inserimento «ufficiale» nella comunità. Un anno dopo, alla soglia dei miei 18 anni, ho scritto una lettera chiedendo di non farne più parte perché non sentivo la fede”…

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Cultura

Ci ha lasciato Arturo Paoli, l’amico che ha sempre atteso l’avvento di Dio

Ci ha lasciato Arturo Paoli, l’amico che ha sempre atteso l’avvento di Dio

[ 0 ] 17 luglio 2015 |

di Leonardo Boff, teologo, articolista di JB online
Ha fatto tutto nella sua vita. In gioventù fu ateo e marxista. Ma all’improvviso si convertì. Fu ordinato durante la guerra. Entrò nella Resistenza contro i nazisti. Nel 1949 venne nominato consigliere per la Gioventù di Azione Cattolica. Ma i suoi metodi libertari non piacquero allo status quo ecclesiastico e venne inviato ad accompagnare gli emigranti italiani che partivano in nave per l’Argentina. Durante il viaggio incontrò un Piccolo Fratello di Gesù, seguace di Charles de Foucault, il cui carisma è quello di vivere tra i più poveri nel mondo. Diventato anche lui Piccolo Fratello, iniziò la sua esperienza in Algeria nei pressi del deserto e all’interno della lotta di liberazione contro la dominazione francese. Poi fu mandato in Argentina. Lavorò per anni come operaio con i taglialegna. Fu nel Cile di Pinochet, ma il suo nome entrò presto nella lista che diceva: “Chiunque trovi una di queste persone, può eliminarla”. Trascorse un periodo in Venezuela. Alla fine si stabilì in Brasile, a Foz do Iguaçu, dove ha creato una serie di iniziative per i poveri, come la raccolta di erbe medicinali, una fattoria didattica per i giovani senza tetto e altre organizzazioni popolari che continuano ad esistere oggi.

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Laicità

Per un 2015 sempre insieme a Confronti

Per un 2015 sempre insieme a Confronti

[ 0 ] 6 maggio 2015 |

Care abbonate, cari abbonati,
vi ricordiamo di rinnovare l’abbonamento anche per il 2015: sono sempre 50 euro, nonostante le difficoltà non abbiamo voluto aumentare la tariffa neanche quest’anno, proprio perché sappiamo che anche per i nostri lettori sono tempi di crisi. A chi ne ha la possibilità, però, chiediamo uno sforzo supplementare: con 80 euro potete sottoscrivere un abbonamento «sostenitore», che ci garantirà di sopravvivere senza problemi economici e vi darà diritto a ricevere – oltre ad un libro in omaggio a scelta tra «Figlie di Agar» di Letizia Tomassone, «Cronache di Gerusalemme» di Guy Delisle e «Fratelli e sorelle di Jerry Masslo» a cura di P.Naso, A.Passarelli e T.Pispisa – anche il Dossier «Minareti e dialogo», appena uscito, con interventi di Claudio Paravati, Mostafa El Ayoubi, Maria Bombardieri, Stefano Allievi, Massimo Introvigne, Vannino Chiti, Giuseppe La Torre, AbdAllah Massimo Cozzolino, Franco Grassi Orsini, Letizia Tomassone, Marisa Iannucci, Adriana Valerio, Cristiano Bettega, Muhammad Hassan, Izzeddin Elzir, Abdellah Redouane, Alessandra Trotta, Yahya Pallavicini, Marianita Montresor. Le foto del dossier sono di Andrea Sabbadini.
Se invece volete ricevere solo il Dossier, potete richiedercelo in redazione: il costo è di 5 euro.

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Diritti

Ma la LegaCoop cos’è, senza solidarietà?

Ma la LegaCoop cos’è, senza solidarietà?

[ 1 ] 8 giugno 2015 |

di Giuliano Ligabue
Negli ultimi tempi la LegaCoop sembra traballare sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. Un provvedimento minimo da adottare – come suggeriscono alcuni, tra cui per esempio il presidente della Confcooperative Gardini – sarebbe quello di sganciare i cda delle cooperative dalla politica e dalle imprese, cioè dagli appalti.
Parlare di «cooperazione», dire «cooperativa» è richiamare alla mente sentimenti e sensazioni di vicinanza e solidarietà, intravedere gruppi organizzati e movimenti collettivi, fino a lambire l’ideologia: un popolo che avanza-quarto Stato, Pellizza da Volpedo…
E, in effetti, con un tuffo nel passato quasi recente – almeno dalla rivoluzione industriale del primo Ottocento – ci imbattiamo in classi lavoratrici impegnate a costruire i loro rapporti solidaristici in organizzazioni di «mutuo soccorso» al fine di tutelare la vita dei più indifesi: dalla salute all’abitazione, ai consumi; fino a trasformarsi in una vera e propria economia cooperativa. Alla base, un concetto semplice: ricevere e coordinare l’apporto economico di ognuno per poterlo restituire con dei vantaggi: un guadagno monetario, un’abitazione.

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