Editoriali

L’infelicità porta alla corruzione?

L’infelicità porta alla corruzione?

[ 1 ] 9 luglio 2014 |

di Augusto Cavadi
A chi crede che la corruzione e la rispettiva concussione siano fenomeni recenti, alludendo a «epoche d’oro» in cui tutto ciò non avveniva, il filosofo Cavadi risponde che invece il passato è pieno di esempi che dimostrano il contrario. Ma perché si ruba? Così come Kierkegaard disse che non si è angosciati perché si pecca, ma si pecca perché si è angosciati, in termini laici si potrebbe tradurre che non si è infelici perché si corrompe, e ci si lascia corrompere, ma si sguazza nella corruzione perché si è infelici.

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Fedi

Lavori della sessione SAE 2014 – “Vita in relazione: la bioetica si interroga”

Lavori della sessione SAE 2014 – “Vita in relazione: la bioetica si interroga”

[ 1 ] 1 agosto 2014 |

Alla “Vita in relazione: la bioetica si interroga” è dedicata la 5^ giornata della 51^ Sessione, venerdì 1 agosto. A confronto p. Sorin Bute (prete ortodosso e teologo, Dambovita, Romania) e Ylenia Goss (medico, Commissione bioetica Chiesa Valdese, Roma).
“La presentazione si propone di esaminare in modo sintetico, dalla prospettiva della teologia ortodossa, le questioni fondative della bioetica”, ha esordito p. Bute. “Oggi, il luogo fondamentale dell’agire profetico è l’etica, e con essa sempre più la bioetica, come etica della vita minacciata sempre di più dallo stesso ‘progresso’ unilaterale, orizzontale e immanente dell’uomo”. Questa etica della vita è chiamata a vegliare in modo profetico sul valore eterno della persona, e sulla vita dei più deboli che sono più spesso le vittime innocenti della superbia della odierna “cultura della morte.” La dimensione profetica dell’etica cristiana significa innanzitutto non essere conforme alla mondanità transeunte, ma conformarsi alla Parola eterna. “Nel distinguere il bene dal male così confusi nei loro confini per l’etica chiusa di fronte al trascendente, la bioetica cristiana – ha sottolineato il relatore – deve rivendicare la necessità di cambiare in maniera profetica il paradigma stesso dell’esistenza umana tenendo conto della sua verità integrale, divino – umana.

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Politica

«Primavere arabe»: dalla speranza al disincanto

«Primavere arabe»: dalla speranza al disincanto

[ 1 ] 9 luglio 2014 |

di Mostafa El Ayoubi
Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Iraq: con pochissime eccezioni, sia i paesi che hanno vissuto un periodo di rivolte a favore di una svolta in senso democratico sia quelli che non hanno vissuto un cambiamento di regime si trovano ad affrontare problemi vecchi e nuovi a cui è sempre più difficile trovare soluzione.
La grave crisi in cui sono sommersi diversi paesi arabi non sembra avere fine. Il deterioramento della situazione in Iraq, invaso di recente in modo massiccio dai jihadisti, ne è la prova. Dopo le cosiddette «primavere arabe», il vuoto politico lasciato dalle dittature deposte non si può di certo colmare in tempi brevi in mancanza di un terreno culturale in cui possano germogliare i valori della democrazia: i dittatori deposti avevano trasformato in deserti socio-culturali e politici i paesi che avevano «governato» per decenni. È lecito tuttavia interrogarsi sui passi fatti in avanti (o indietro) nel processo di cambiamento politico ispirato alla democrazia. Qual è oggi la situazione politica e sociale in Tunisia, il primo paese in cui i cittadini sono riusciti a cacciare via un dittatore? Come si presenta oggi il panorama politico in Egitto? Che ne è oggi della Libia post-Gheddafi? Ancora più impellenti sono gli interrogativi sulla situazione in Siria…

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Mondo

Medio Oriente. Non spegnere la speranza del dialogo

Medio Oriente. Non spegnere la speranza del dialogo

[ 0 ] 9 luglio 2014 |

di Michele Lipori
La situazione del conflitto israelo-palestinese è riesplosa brutalmente. A giugno sono stati rapiti tre ragazzi israeliani e ritrovati barbaramente trucidati. All’inizio di luglio un ragazzo palestinese è stato trovato morto carbonizzato a Gerusalemme. Due atti criminali condannati senza se e senza ma da tutti coloro – tra cui la nostra rivista – i quali si battono per il dialogo e la pace tra israeliani e palestinesi. Lo scontro violento in atto tra le forze di sicurezza israeliane e i palestinesi scesi in piazza, in seguito a questa escalation, allontana ancor di più la speranza di una pace giusta e duratura. Questa situazione rende sempre più difficile l’impegno di chi si pone come facilitatore del dialogo tra i due popoli.
A giugno alcuni volontari della nostra rivista hanno preso parte al viaggio di approfondimento organizzato da Holy Land Trust nell’ambito del progetto «Beyond the wall», nel corso del quale hanno potuto incontrare organizzazioni – israeliane e palestinesi – impegnate nel dialogo e nella riconciliazione.

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Società

Insieme contro l’alluvione: raccolta fondi

Insieme contro l’alluvione: raccolta fondi

[ 0 ] 23 maggio 2014 |

Confronti, nell’ambito del progetto L’altra via. Dal conflitto alla ricostruzione: strategie al femminile, lancia una campagna di raccolta fondi a sostegno della Cooperativa Insieme.
La Cooperativa Insieme ha sede a Bratunac, comune che sorge sulla riva occidentale del fiume Drina, al confine tra la Bosnia Erzegovina e la Serbia, a pochi chilometri da Srebrenica. L’alluvione che ha colpito la Bosnia Erzegovina e la Serbia nei giorni scorsi ha causato la rottura degli argini di questo e altri piccoli fiumi, colpendo gravemente le aziende agricole presenti sul territorio e, tra queste, la Cooperativa Insieme. Da una parte, le coltivazioni di piccoli frutti che hanno sede in pianura sono state sommerse dall’acqua; dall’altra i magazzini e gli stessi uffici della cooperativa hanno subito danni.
La solidarietà supera le barriere e nonostante le divisioni etno-nazionaliste si stanno contando decine di episodi di altruismo “inter-etnico”. I soci della cooperativa Insieme si stanno mobilitando in prima persona, portando soccorso alle famiglie che hanno perso tutto e hanno bisogno di beni di prima necessità; distribuendo agli alluvionati i prodotti in magazzino. Può sembrare una storia di normale solidarietà nell’emergenza, ma riconquistare la normalità, in quel contesto, non era affatto scontato e quindi assume un valore straordinario ed esemplare.

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Cultura

Don Andrea Gallo. Ama, e fa’ ciò che vuoi

Don Andrea Gallo. Ama, e fa’ ciò che vuoi

[ 0 ] 7 luglio 2014 |

di Rocco Luigi Mangiavillano
È trascorso poco più di un anno da quel finir di maggio quando il vuoto colmava la città di Genova e una moltitudine di cuori, ovunque. Da quando l’uomo, che ha camminato abbracciando i poveri fino all’ultimo istante della sua vita, scoprendo la brace che vive sotto le ceneri per riaccenderne le speranze, lasciandoci ci donava le due bussole che lo hanno guidato ogni giorno attraverso le periferie delle esistenze umane, «portatore di solidarietà liberatrice»: il Vangelo e la Costituzione repubblicana. Don Andrea Gallo.
Ama e fa ciò che vuoi è il libro «curato» da Luigi Faccini (e, io aggiungo, da Marina Piperno), in cui don Andrea Gallo, «prete angelicamente anarchico», come amava affettuosamente definirlo l’autore insieme a Marina, legati a lui da una profonda amicizia, si racconta e ci racconta la sua vicenda di prete e di uomo in un abbraccio sempre proteso all’incontro con le umanità degli «ultimi». Il suo pensiero, una vita di «predicazione militante», le lotte condotte fino alla radice delle povertà e delle oppressioni, e il richiamo alla responsabilità della Chiesa, dalla quale, il Ribelle, non è mai voluto uscire, che vede i poveri ma, offuscata dalle corruzioni del potere, perde di vista il suo vero «popolo», quello abbracciato da Cristo. Lui sì che ha abbracciato proprio tutti.

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Laicità

La secolarizzazione c’è ma non si vede (in tv)

La secolarizzazione c’è ma non si vede (in tv)

[ 1 ] 1 aprile 2014 |

di Claudia Lopedote
Nonostante l’intervento costante del Vaticano nei diversi settori della società italiana, da tutti gli indicatori principali – battesimi, matrimoni civili e religiosi, divorzi, figli naturali e legittimi – emerge un quadro del modello di famiglia sempre più distante dalle indicazioni e dai precetti della Chiesa cattolica. Anche quest’anno sono arrivati i dati del Rapporto, il IX, sulla secolarizzazione in Italia, a cura della Fondazione Critica liberale e di Cgil nazionale Nuovi diritti.

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Diritti

Carceri: illegalità contro i detenuti

Carceri: illegalità contro i detenuti

[ 0 ] 9 luglio 2014 |

di Valter Vecellio
L’Europa riconosce all’Italia dei «significativi risultati» in materia di carceri, ma non è chiaro a cosa si riferisca, dato che la condizione dei nostri detenuti continua ad essere drammatica. Inoltre, il 17% delle quasi 60mila persone in carcere è ancora in attesa di giudizio: una diminuzione troppo lieve rispetto al dato di due anni fa.
Il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha riconosciuto «i significativi risultati» ottenuti dall’Italia per quel che riguarda la situazione delle carceri. In cosa consistano questi «significativi risultati» lo si ignora, perché la situazione non è mutata rispetto a un anno fa. Attualmente un detenuto su cinque è in carcere senza aver subìto un processo, una condizione che riguarda ben 10.389 reclusi, il 17% dell’intera popolazione carceraria (59.683, secondo i dati aggiornati al 30 aprile scorso). Un fenomeno ci ricorda l’Associazione italiana dei giovani avvocati (Aiga), che ha elevati costi umani ed anche economici per il paese, visto che ogni giorno per la carcerazione preventiva l’Italia spende circa 1,3 milioni di euro.

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