Editoriali

Questa «buona scuola» a molti non piace

Questa «buona scuola» a molti non piace

[ 1 ] 26 maggio 2015 |

di Simonetta Salacone (ex dirigente scolastica della scuola «Iqbal Masih» di Roma)
La riforma voluta dal governo Renzi attribuisce molto potere al dirigente scolastico, al quale verrà affidata la valutazione dei docenti, con tutti i prevedibili rischi di discrezionalità e di pressioni. Senza contare poi che questo favorirà la creazione di una forte competizione fra colleghi all’interno delle scuole. Lo «school bonus», inoltre, finirà ovviamente per favorire le scuole frequentate da alunni di famiglie benestanti. Sono molte poi le problematiche della scuola che non vengono affrontate da questo disegno di legge.
Il 19 maggio 2014 il ddl 2994 denominato «La buona scuola» ha concluso il suo iter alla Camera dei deputati, apprestandosi ad affrontare quello in Senato, dove il cammino sarà più in salita. Al di là delle critiche ai singoli articoli e nonostante le modifiche apportate durante il dibattito parlamentare, ciò che non convince è la filosofia che sta dietro il ddl. Viene infatti stravolto il modello di scuola disegnato dalla Costituzione, perché ai valori di inclusività e di uguaglianza si sostituisce la competizione fra scuole, docenti, alunni.

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Fedi

Enciclica: il perché di un’anticipazione

Enciclica: il perché di un’anticipazione

[ 1 ] 17 giugno 2015 |

di Luigi Sandri
Perché, bruciando tutti i media, un certo sito, legato a L’Espresso, lunedì ha anticipato l’intero testo dell’enciclica Laudato si’ che ufficialmente i giornalisti accreditati presso la Sala stampa della Santa Sede avrebbero ricevuto giovedì 18 giugno, alle ore 9, e con embargo alle 12 dello stesso giorno? Concordo con quanti ritengono che si tratti di un’operazione scientificamente preparata per cercare di sabotare il documento di papa Francesco. Il sabotaggio consiste nel depotenziare il messaggio del testo perché, adesso ormai diffuso in anticipo su molti siti internet, e ieri e oggi commentato con intere pagine dai maggiori quotidiani, fa perdere incisività e novità alla prevista presentazione ufficiale.
Naturalmente, il testo non è arrivato dal cielo, al citato settimanale: una mano amica – una mano vaticana o comunque ecclesiastica – glielo ha passato, proprio allo scopo di lanciare uno scoop che sconvolgesse la programmata presentazione. Infatti, i media non daranno più lo spazio previsto all’enciclica, in quanto ormai priva di novità, e dunque potendo apparire ai lettori una «minestra riscaldata».

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Politica

Se il gioco si fa duro, i duri fanno le regole

Se il gioco si fa duro, i duri fanno le regole

[ 0 ] 26 maggio 2015 |

di Adriano Gizzi
Dopo aver fatto approvare la legge elettorale a colpi di fiducia, contro tutte le opposizioni e una parte del proprio stesso partito, Renzi affronta ora la lunga battaglia per far passare anche le riforme costituzionali, a cominciare dal ridimensionamento del Senato che diventerà organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali.
Chi fa le porzioni della torta non deve scegliere per primo la fetta: lo prevede una regola elementare di buon senso, proprio per evitare che poi possa scegliere per sé la più grande. Così dovrebbe essere anche per le regole del gioco democratico. Non solo per correttezza nei confronti degli avversari, ma perché anche chi stabilisce le regole ha interesse a evitare che venga dato troppo potere al vincitore delle elezioni, sapendo che quello stesso potere che oggi è nelle mani di uno domani potrebbe finire nelle mani di un altro. «Er popolo è boja e cambia gabbana: stasera t’onora, domani te sbrana», ammoniva una canzone di un vecchio film di Luigi Magni.

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Mondo

Sulla condanna a morte dell’attentatore di Boston

Sulla condanna a morte dell’attentatore di Boston

[ 1 ] 23 giugno 2015 |

di Jenn Lindsay
Dzhokhar Tsarnaev, l’attentatore della maratona di Boston del 15 aprile 2013, è stato condannato a morte lo socorso 15 maggio. In quell’attentato erano morte tre persone: Krystle Campbell (29 anni), Lu Lingzi (23 anni), e Martin Richard (8 anni). Tsarnaev e suo fratello maggiore Tamerlan Tsarnaev (poi morto in uno scontro a fuoco con la polizia) avevano collocato una «pentola-bomba» in mezzo agli spettatori della maratona; una quarta vittima, Sean Collier (27 anni), addetto alla sicurezza presso il Massachusetts Institute of Technology, è stato ucciso nell’inseguimento dei due fratelli. Più di 240 altre persone sono rimaste ferite, alcune delle quali in modo grave. L’8 aprile Tsarnaev è stato condannato per una trentina di capi d’accusa, 17 dei quali reati capitali. La giuria ha ritenuto che la morte fosse la punizione adeguata per sei di questi 17 capi.
Negli Stati Uniti, l’applicabilità della pena di morte è decisa Stato per Stato. Il Massachusetts (dove è stato commesso il reato) non la prevede e non esegue sentenze di morte da quasi 68 anni. Secondo il Death Penalty Information Center, sono 1408 le persone giustiziate negli Stati Uniti dal 1976 a oggi. Gli Stati Uniti sono uno dei 22 paesi del mondo – e l’unico del continente americano – ad aver eseguito sentenze di morte nel 2014.

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Società

Non aprire la strada ad avventure autoritarie

Non aprire la strada ad avventure autoritarie

[ 0 ] 26 maggio 2015 |

intervista a Giulio Ercolessi
Formatosi politicamente nella sinistra liberale, nella Lega per il divorzio e nel Movimento federalista europeo, Giulio Ercolessi è stato segretario del Partito radicale nel 1973-74. All’inizio degli anni ’80 ha abbandonato la politica attiva, intensificando però la sua attività pubblicistica. Instancabile «globetrotter» del pensiero liberale, in questi decenni ha partecipato come relatore a centinaia di incontri e convegni, scrivendo articoli e saggi – con il proprio nome o utilizzando uno pseudonimo – per riviste quali Critica liberale (di cui ha anche codiretto il supplemento «Gli Stati Uniti d’Europa»), MicroMega, Lettera Internazionale e Confronti. Tra i suoi libri, ricordiamo L’Europa verso il suicidio? Senza Unione federale il destino degli europei è segnato (Dedalo, 2009) e soprattutto Sfascismo costituzionale. Come uscire vivi da un azzardo politico temerario. Una proposta liberale, appena pubblicato per Aracne editrice. Ercolessi è anche membro del board del Forum liberale europeo (Elf), l’organizzazione che riunisce i circa quaranta centri di studi politici europei facenti capo all’Alde (il variegato partito dei liberali al Parlamento europeo).

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Cultura

Appello a Renzi: accogliere i migranti e scongiurare il fallimento della Grecia

Appello a Renzi: accogliere i migranti e scongiurare il fallimento della Grecia

[ 1 ] 23 giugno 2015 |

La 23ma Assemblea generale del Cilap Eapn Italia (Collegamento italiano lotta povertà – European Anti Poverty Network) si appella al presidente del Consiglio Renzi, all’Alto Rappresentante della Politica estera europea Mogherini e a tutti i capi di Governo europei, affinché vengano attuate al più presto tutte le misure necessarie per fermare le stragi nel Mediterraneo, costruendo una politica estera comune riguardante l’accoglienza. Si chiede con urgenza un cambio radicale dell’attuale politica economica europea, gestita dallo strapotere dei mercati finanziari, per scongiurare il fallimento della Grecia.
Roma, 22 giugno 2015 – L’Europa è a rischio di chiusura. Gli egoismi degli Stati nazionali, il respingimento dei migranti alle frontiere, le politiche economiche restrittive di austerità, lo smantellamento del welfare, la perdita del lavoro e l’aumento della povertà sono le facce più drammatiche di questa crisi che rischia di smantellare quanto abbiamo costruito in tutti questi anni per avere un’Europa unita.

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Laicità

Per un 2015 sempre insieme a Confronti

Per un 2015 sempre insieme a Confronti

[ 0 ] 6 maggio 2015 |

Care abbonate, cari abbonati,
vi ricordiamo di rinnovare l’abbonamento anche per il 2015: sono sempre 50 euro, nonostante le difficoltà non abbiamo voluto aumentare la tariffa neanche quest’anno, proprio perché sappiamo che anche per i nostri lettori sono tempi di crisi. A chi ne ha la possibilità, però, chiediamo uno sforzo supplementare: con 80 euro potete sottoscrivere un abbonamento «sostenitore», che ci garantirà di sopravvivere senza problemi economici e vi darà diritto a ricevere – oltre ad un libro in omaggio a scelta tra «Figlie di Agar» di Letizia Tomassone, «Cronache di Gerusalemme» di Guy Delisle e «Fratelli e sorelle di Jerry Masslo» a cura di P.Naso, A.Passarelli e T.Pispisa – anche il Dossier «Minareti e dialogo», appena uscito, con interventi di Claudio Paravati, Mostafa El Ayoubi, Maria Bombardieri, Stefano Allievi, Massimo Introvigne, Vannino Chiti, Giuseppe La Torre, AbdAllah Massimo Cozzolino, Franco Grassi Orsini, Letizia Tomassone, Marisa Iannucci, Adriana Valerio, Cristiano Bettega, Muhammad Hassan, Izzeddin Elzir, Abdellah Redouane, Alessandra Trotta, Yahya Pallavicini, Marianita Montresor. Le foto del dossier sono di Andrea Sabbadini.
Se invece volete ricevere solo il Dossier, potete richiedercelo in redazione: il costo è di 5 euro.

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Diritti

Ma la LegaCoop cos’è, senza solidarietà?

Ma la LegaCoop cos’è, senza solidarietà?

[ 1 ] 8 giugno 2015 |

di Giuliano Ligabue
Negli ultimi tempi la LegaCoop sembra traballare sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. Un provvedimento minimo da adottare – come suggeriscono alcuni, tra cui per esempio il presidente della Confcooperative Gardini – sarebbe quello di sganciare i cda delle cooperative dalla politica e dalle imprese, cioè dagli appalti.
Parlare di «cooperazione», dire «cooperativa» è richiamare alla mente sentimenti e sensazioni di vicinanza e solidarietà, intravedere gruppi organizzati e movimenti collettivi, fino a lambire l’ideologia: un popolo che avanza-quarto Stato, Pellizza da Volpedo…
E, in effetti, con un tuffo nel passato quasi recente – almeno dalla rivoluzione industriale del primo Ottocento – ci imbattiamo in classi lavoratrici impegnate a costruire i loro rapporti solidaristici in organizzazioni di «mutuo soccorso» al fine di tutelare la vita dei più indifesi: dalla salute all’abitazione, ai consumi; fino a trasformarsi in una vera e propria economia cooperativa. Alla base, un concetto semplice: ricevere e coordinare l’apporto economico di ognuno per poterlo restituire con dei vantaggi: un guadagno monetario, un’abitazione.

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