Editoriali

Il segnale da Londra e l’isteria anti-islamica

Il segnale da Londra e l’isteria anti-islamica

[ 1 ] 26 maggio 2016 |

di Paolo Naso (docente di Scienza politica e Giornalismo politico alla Sapienza e coordinatore del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano)
Sempre indeciso tra politica e buffoneria, Beppe Grillo ha accolto l’elezione a sindaco di Londra di Sadiq Khan con una delle battute più infelici del suo repertorio: «Voglio vedere quando si farà saltare in aria a Westmister». Razzismo di borgata più che “British humor”, ma ogni occasione è buona per conquistare un titolo e spingere i candidati pentastellati in corsa alle amministrative. Ma oltre che cattiva comicità, quella di Grillo è anche pessima politica: le sue antenne non colgono la grande novità che arriva da Londra, e cioè dalla capitale di un paese europeo da cui potrebbe partire il colpo letale all’Unione dei 28 stati.

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Fedi

Patton nuovo custode di Terra santa. Pizzaballa a Milano?

Patton nuovo custode di Terra santa. Pizzaballa a Milano?

[ 1 ] 10 giugno 2016 |

di David Gabrielli
Dopo dodici anni come Custode di Terra santa, il francescano Pierbattista Pizzaballa a maggio ha lasciato l’incarico al confratello Francesco Patton (trentino, classe 1963), che è stato nominato dal Governo generale dell’Ordine dei Frati Minori ed approvato dalla Santa Sede. L’ex titolare rientra quindi nell’ombra, ma potrebbe presto riemergere in un nuovo e importantissimo ruolo. La Custodia di Terra santa fu fondata dai Francescani nel 1217; ma nel 1291 tutti i conventi furono distrutti dai saraceni, e molti religiosi furono uccisi.

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Politica

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

Renzi perde ma non si arrende (all’evidenza)

[ 0 ] 21 giugno 2016 |

di Adriano Gizzi
Riconosce la sconfitta alle amministrative, ma come ricetta propone di mantenere la rotta che per molti è proprio la causa della crisi del Pd.
Finalmente il Pd ha fatto qualcosa di sinistra: perdere. La battuta è di Gianni Kuperlo. Sì, con la kappa: si tratta di un “fake” su Twitter, ma ha quasi lo stesso numero di follower di quello vero. E anche questo la dice lunga su come sia messo oggi il Partito democratico. Matteo Renzi è diventato segretario del Pd e poi premier (con il percorso disinvolto che tutti ricordiamo) all’insegna della rottamazione: cambiare le persone, ma anche le vecchie idee. Ha scelto quindi di liberarsi da quelle che riteneva zavorre del passato, consapevole di perdere magari qualche vecchio elettore che si ostina a considerarsi “di sinistra” (come Nanni Moretti nella piscina di Palombella rossa: «Ho paura, c’è l’acqua alta al centro!»), con la prospettiva però di guadagnare molti più consensi nel mare aperto della politica nuova, post-ideologica.

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Mondo

Due popoli, una pace

Due popoli, una pace

[ 0 ] 25 maggio 2016 |

Questo il titolo, sintetico, di un seminario di studio e riflessione organizzato da Jcall Italia, in collaborazione con le riviste Il Ponte (che ha dedicato alla “questione israeliana” un suo recente numero monografico) e Mondoperaio, svoltosi il 16 maggio presso l’Aula dei gruppi parlamentari.

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Società

Francesco, la Chiesa, la donna. E un Concilio

Francesco, la Chiesa, la donna. E un Concilio

[ 0 ] 26 maggio 2016 |

di Luigi Sandri
Sta facendo molto discutere l’annuncio di papa Francesco della costituzione di una commissione che studi la questione del diaconato femminile. Due pareri a confronto. Querido Francisco, la proposta che hai fatto, il 12 maggio, incontrando ottocento suore della Unione delle superiori generali, provenienti da tutto il mondo, e cioè di istituire una commissione per studiare la questione del diaconato femminile permanente, ha provocato quasi ovunque grande eco. Partiamo, intanto, dalla composizione della commissione: chi ne farà parte? Donne e uomini, immagino; ma scelte e scelti come? Tra chi si è già pubblicamente espresso/a a favore delle tesi più liberal sui ministeri femminili, o tra chi si è espresso/a contro? Ipotizziamo poi che il gruppo, dopo un certo tempo – un anno? due? tre? – infine si limitasse a consegnarti due contrapposti punti di vista (uno liberal e uno a favore di soli cambiamenti di facciata). Stallo completo! Al contrario, se poi arrivasse a proporti ipotesi che scuotono alla radice l’impianto patriarcale e maschilista della Chiesa romana, puoi star certo che i cardinali Leon, Carli, McTimothy, Camilli, Angeli, Von Joachim, e centinaia di vescovi, si ergerebbero per contestare quel responso, negandogli ogni autorità/autorevolezza.

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Cultura

Il Mein Kampf regalato dal Giornale: un’operazione commerciale, non culturale

Il Mein Kampf regalato dal Giornale: un’operazione commerciale, non culturale

[ 0 ] 22 giugno 2016 |

di Michele Lipori
Negli ultimi giorni si è molto parlato, a ragione, del senso di far uscire il Mein Kampf di Adolf Hitler in edicola. Il dibattito scaturito ha visto fronteggiarsi chi era contrario all’operazione, giudicando la pubblicazione del libro «pericolosa di per sé» e chi era favorevole «in nome della libertà di opinione» e della diffusione del volume al pari di una qualsiasi altra produzione culturale. Proprio qui sta – a nostro avviso – il nodo della questione, ma analizziamo prima il contenuto dell’inserto.
Allegato al quotidiano c’era infatti una ristampa anastatica della terza edizione italiana del libro, uscita nel 1937 (quindi in piena epoca fascista) in un’edizione volutamente ridotta, poiché, si affermava nell’introduzione del tempo: «Un volume di tanta mole non è idoneo a quella vasta diffusione che merita (corsivo nostro) un’opera esponente il pensiero e lo spirito che informano la Germania moderna».

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Laicità

Le ragioni di un Satyagraha

Le ragioni di un Satyagraha

[ 0 ] 20 maggio 2016 |

Per ricordare la figura di Marco Pannella, vi riproponiamo una sua intervista raccolta da Gian Mario Gillio nel corso di un lungo sciopero della fame e della sete del leader radicale sul tema delle carceri e della giustizia, ma non solo, pubblicata su Confronti di giugno 2011.
Quali sono i motivi che la spingono a un nuovo sciopero della fame e della sete?
Innanzitutto vorrei partire da alcune premesse. Nel 1978, per paura della nostra campagna e dei referendum che avevamo proposto, il Parlamento fece passare la legge 194 sull’aborto e noi radicali votammo contro per via dei suoi aspetti statalisti che prevedevano solamente la la sanità pubblica e obiettori di coscienza interni. Poi la chiusura dei ghetti manicomiali, sempre nello stesso anno. Anche in questo caso venne approvata una legge e votammo contro, ma non perché non l’approvassimo. Erano iniziative nostre, ma il Parlamento per evitare che si potessero approvare tramite referendum, preferiva farle approvare per legge modificandone però alcuni impianti per noi dirimenti.

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Diritti

Il sorriso dei volontari del Baobab

Il sorriso dei volontari del Baobab

[ 1 ] 11 maggio 2016 |

di Bruna Iacopino
Via Cupa è una stradina minuscola a due passi dalla stazione Tiburtina, a Roma. Se guardi intorno tra la tangenziale, la stazione e l’immenso cimitero del Verano, quasi scompare, sommersa dal traffico caotico di una città che non dorme mai. Eppure si apre in un grande sorriso di fronte ad ogni straniero che incontra. Il sorriso è quello dei volontari del Baobab, gli stessi che lo scorso anno sono rimbalzati agli onori delle cronache per aver gestito in maniera autonoma ma efficace, contando sulla solidarietà di cittadini e associazioni, quella che stava assumendo i tratti di una vera e propria emergenza umanitaria: le migliaia di persone arrivate a Roma dopo un viaggio della speranza e accalcate ai margini della stazione Tiburtina nel tentativo di prendere un treno per approdare al Nord Europa.

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