Editoriali

Immigrati: la politica repressiva dell’Europa

Immigrati: la politica repressiva dell’Europa

[ 0 ] 30 ottobre 2014 |

di Franca Di Lecce
La strage del 3 ottobre di un anno fa, in cui persero la vita 366 persone, è stata commemorata con diverse iniziative, non solo a Lampedusa ma in numerose città italiane ed europee. Ma Lampedusa, l’isola eternamente sospesa tra isolamento e sovraesposizione mediatica, da periferia ultima ed estrema è diventata ormai il centro del mondo.
E non è un caso se quest’anno la giuria della 14a Mostra internazionale di architettura ha assegnato una menzione speciale a Intermundia, un progetto di ricerca che dà voce alle tragedie di Lampedusa, anche con una installazione che evoca la realtà di chi attraversa i confini del Mediterraneo da Sud a Nord, offrendo al visitatore un’esperienza sensoriale. Il visitatore si trova in una piccola stanza buia e claustrofobica per provare a vivere gli interminabili istanti del naufragio, reso con un suono assordante e una luce improvvisa e accecante.

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Fedi

Dossier «Famiglie e religioni»

Dossier «Famiglie e religioni»

[ 2 ] 2 settembre 2014 |

a cura di Gian Mario Gillio e Brunetto Salvarani
interventi di: Christian Albini, Danilo Amadei, Gianpaolo Anderlini, Luca Baratto, Bruno Bignami, Maria Bonafede, Cecilia Maria Calamani, Gianni Caligaris, Patrizia Canova, Ruggero Cavani, Giovanni Cereti, Alberto Dazzi, Antonio Delrio, Franca Eckert Coen, Maria Angela Falà, Franco Ferrarotti, Giovanni Franzoni, Antonella Fucecchi, David Gabrielli, Mariachiara Giorda, Adel Jabbar, Anna Maria Marlia, Mohamed Mohatet, Paolo Naso, Orietta Ortu, Giannino Piana, Stefano Piano, Hamza Roberto Piccardo, Luisa Pinelli, Rita Roberto, Carmelo Russo, Brunetto Salvarani, Luigi Sandri, Eugenio Scardaccione, Marta Scialdone, Odo Semellini, Debora Spini, Fabrizio Tosolini.

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Politica

Libertà religiosa: una urgenza democratica

Libertà religiosa: una urgenza democratica

[ 1 ] 3 ottobre 2014 |

di Vannino Chiti
Come sottolinea il senatore Chiti, presidente della Commissione permanente sulle Politiche dell’Unione europea, il Parlamento eletto in questa legislatura non sembra porre il tema della libertà religiosa tra le sue priorità, ma si tratta di questioni fondamentali per tutelare e rafforzare la democrazia, i diritti dei cittadini e la coesione sociale. Un’Intesa aiuterebbe anche a creare un «islam italiano».
La legge sulla libertà religiosa è indispensabile e urgente. Non solo per rafforzare una coerenza democratica, dal momento che è ancora in vigore una legge, quella sui culti ammessi, risalente al periodo della dittatura fascista, ma anche perché da diversi anni in Italia si è ampliato il pluralismo religioso. Sono presenti, oltre agli evangelici e agli ebrei, ortodossi, musulmani, buddhisti, induisti, per restare alle religioni con maggior numero di fedeli (o aderenti). Il tema della libertà religiosa viene ancora sottovalutato dalle forze politiche e rischia di esserlo nello stesso Parlamento eletto in questa legislatura, che non sembra porlo tra le sue priorità. Si tratta di questioni fondamentali per tutelare e rafforzare la democrazia, i diritti dei cittadini, la coesione sociale.

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Mondo

Ucraina: la storia che l’Occidente si racconta

Ucraina: la storia che l’Occidente si racconta

[ 0 ] 3 ottobre 2014 |

di Giulietto Chiesa
La crisi attuale – spiega a Confronti il giornalista Giulietto Chiesa, già parlamentrare europeo, fondatore del laboratorio politico-culturale «Alternativa» – non parte dalla cosiddetta «annessione» della Crimea. Che, in realtà, è stata un vero, plebiscitario pronunciamento popolare. La storia è cominciata con un colpo di Stato, avvenuto a Kiev il 22 febbraio, con il rovesciamento violento di un presidente regolarmente eletto dalla maggioranza degli ucraini. Corrotto fin che si vuole, e anche un po’ di più. Ma se dovessimo applicare questi criteri, di governanti corrotti ce ne sono stati e ce ne sono in abbondanza anche nel resto d’Europa.
Devo a un amico russo un documento molto interessante, che presto ripubblicherò in edizione integrale su pandoratv.it: si tratta di un’intervista televisiva a Vladimir Putin risalente presumibilmente al 2004, cioè ai primi anni della sua prima presidenza. Ne traggo qualche citazione testuale che ci permette di collocare precisamente in quel contesto la fine dell’idillio tra la Russia di Eltsin e gli Stati Uniti. Parlo della Russia di Eltsin perché Putin ne faceva parte così intimamente da essere stato designato come successore.
E dunque quale fu la cosa che fece terminare l’idillio? Putin discorre sui missili antimissile che gli americani volevano piazzare nella Repubblica Ceca e poi in Polonia…

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Società

Turchia: una transizione carica di interrogativi

Turchia: una transizione carica di interrogativi

[ 0 ] 3 ottobre 2014 |

di Luigi Sandri e Stefania Sarallo
Un viaggio di Confronti in un paese laico, ma massicciamente musulmano che – per la sua storia, la sua appartenenza alla Nato e la sua posizione geografica – ha un particolarissimo ruolo in Medio Oriente. I problemi da risolvere per entrare nell’Unione europea. La presenza, del tutto minoritaria, di cristiani di varie Chiese.
Se volessimo racchiudere in un’immagine il senso e il filo rosso della visita di un gruppo di Confronti in Turchia (29 agosto-7 settembre), aiutati dagli amici dell’«Istituto Tevere» – associazione di emanazione turca con sede a Roma – potremmo prendere lo skyline che, nel Corno d’oro, ingloba Santa Sofia, la Moschea blu e, assai più lontana e defilata, la torretta di un edificio situato presso il Fanar, la residenza, ad Istanbul, dei patriarchi di Costantinopoli. Scopo del nostro viaggio – come sempre per analoghe iniziative in vari paesi del Medio Oriente e dell’Europa orientale – era quello di incontrare, prima di tutto, realtà religiose, di maggioranza (musulmane) e di minoranza (cristiani di varie Chiese), in questo caso. Realtà che si trovano in un contesto storico, culturale e geopolitico che non può essere ignorato, tanto più oggi che i drammi del Medio Oriente, anche in paesi (Iraq, Siria) che confinano con la Turchia, pongono ad Ankara problemi di particolare urgenza e complessità.

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Cultura

Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo»

Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo»

[ 0 ] 15 ottobre 2014 |

Renato Salvaggio
«Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo»
Il pozzo di Giacobbe, 2005
128 pagine, 13,50 euro
Le vicende della comunità Valdese a Palermo, iniziatesi nella seconda metà dell’Ottocento, costituiscono un tassello rilevante del mosaico complessivo della storia siciliana (anche in relazione al tema scottante della mafia e dell’atteggiamento delle chiese rispetto ad essa). Tuttavia, al di là del frammento di storia “locale”, questa narrazione – scritta da un valdese con sincera partecipazione esistenziale e con grande apertura mentale verso le altre espressioni religiose – consente di esaminare da vicino un caso particolare di un fenomeno diffuso nel mondo: la condizione sociologica di ogni minoranza, costretta dalla sua stessa marginalità a cercare equilibri sempre nuovi fra la fedeltà alla propria identità e l’inserimento nel contesto socio-culturale in cui è radicata.

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Laicità

XXXV Incontro nazionale delle Comunità cristiane di base italiane

XXXV Incontro nazionale delle Comunità cristiane di base italiane

[ 1 ] 4 ottobre 2014 |

Roma 6, 7 e 8 dicembre 2014 – Casa La Salle, Via Aurelia 472
«Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi» (Lc 10,3). Povertà evangelica in una società violenta L’incontro è finalizzato alla ricerca dei vari modi per rendere concreto, oggi, il detto evangelico «La buona novella è annunciata ai poveri». Il tema della povertà evangelica torna spesso anche nelle parole e negli accenni di cambiamento di stile introdotti da papa Francesco. Ma questo annuncio e questa volontà di cambiamento vanno calati in un mondo oppresso dalle più diverse forme di violenza: da quella del sistema economico, che produce impoverimento e precarietà, nel nostro paese specialmente tra le nuove generazioni, alle diverse forme di violenza di cui sono vittime soprattutto le donne, ma anche omosessuali, minori e diverse altre categorie di persone; tutte queste espressioni di violenza possono essere riconducibili sia al modello di sviluppo capitalistico, sia, in radice, alla natura patriarcale delle nostre società.
Quindi emerge oggi anche per noi delle Comunità cristiane di base la necessità di approfondire la conoscenza delle cause, dei meccanismi e delle dimensioni dell’attuale stato di crisi sia del sistema socio-politico, sia di quello ecclesiale in cui siamo calati.

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Diritti

XIII Giornata del Dialogo cristiano-islamico

XIII Giornata del Dialogo cristiano-islamico

[ 0 ] 23 ottobre 2014 |

27 ottobre 2014, ore 16,30
organizzata da “Confronti” – Com Nuovi Tempi
in collaborazione con il Centro islamico culturale d’Italia (CICI), Grande moschea di Roma (Viale della Moschea 85 – Roma)
L’islam italiano: la sfida del dialogo e della cittadinanza attiva
apertura: Abdellah Redouane, segretario generale Centro islamico culturale d’Italia, Marina Nelli, viceprefetto della Direzione centrale per gli Affari dei culti – modera: Gian Mario Gillio, direttore di Confronti – intervengono: Vannino Chiti, senatore PD, Lucio Malan, senatore FI, Khalid Chaouki, deputato PD, Muhammad Hassan Abd al-Ghafar, imam della Grande moschea di Roma, Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio ecumenismo e dialogo della CEI, Yahya Pallavicini, Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization (Isesco), Marianita Montresor, Segretariato attività ecumeniche (Sae), Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea all’università Sapienza di Roma,
AbdAllah Cozzolino, Confederazione islamica italiana, Alessandra Trotta, presidente Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi), Mustafa Cenap Aydin, presidente Istituto Tevere, Adnane Mokrani, presidente del Centro interconfessionale per la pace (Cipax)

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